regole B.Y.T.C.

il regolamento della nostra scuola

DURANTE IL TUISHOU

Attraverso gli errori si può migliorare la strategia di azione per avvicinarsi sempre di più al proprio bersaglio e scopo (entrare nella guardia del partner). Il pensiero è l’origine della nostra azione e comprendendo le azioni e strategie sbagliate (quelle non andate a buon fine) si potrà migliorare anche il pensiero dell’azione stessa perché ovviamente bisognerà contemplare il susseguirsi degli eventi e comprendere il perché della “sconfitta” (ma anche delle “vittoria”). Le competizioni non sono uno sfogo o una ricerca di considerazione o attenzione, ma solo una prova del 9 del lavoro svolto (è importante non entrare in un “trip competitivo” verso gli altri che proietta la fiducia in noi stessi alla sottomissione del prossimo). Durante il TuiShou accogliamo l’azione (pensiero) degli altri in modo recettivo imparando da loro, ovvero il loro movimento ci darà la possibilità di conoscere sempre di più noi stessi attraverso le risposte (anche emozionali quali rabbia, invidia ecc) che troveremo nei confronti delle loro forze (colpi, tecniche e strategie) – ovvero conosceremo e miglioreremo noi stessi in base alle reazioni sulle azioni degli altri (come può lo Yang trasformarsi e diventare Yin su una forza Yang e viceversa): per questo motivo possiamo dire che impariamo anche dagli altri durante il TuiShou, perché è il compagno che mi dà modo di verificare:

1. se sono aperto a 360 gradi (mentalmente) e se il mio corpo si modella in base al mio pensiero mantenendo il bilanciamento Yin Yang non solo nel mio corpo ma anche in opposizione al corpo dell’avversario (lui è Yang e io Yin e viceversa). Ci sono due bilance nel TuiShou: quella interna e quella in corrispondenza con l’avversario, l’armonia del mio Essere e l’armonia con il corpo dell’altro.

2. Verificare che il corpo sia pieno (di Yi e Qi) e la mente concentrata (in uno stato di Wu dinamico), se per esempio ci si lascia prendere dalle emozioni quali rabbia (per non riuscire a “modellarsi”) e agitazione (perché non si accetta di “perdere” o di non riuscire a “modellarsi”) il corpo diventerà disarmonico e teso (rigido e non più elastico e fluido) e questo è il peggiore dei mali durante la pratica del TuiShou. Dobbiamo accettare ogni evento come esperienza di crescita senza cercare di gestire l’ingestibile a tutti i costi, dobbiamo fare bene il QiGong dell’YiQuan e durante il TuiShou lascarci andare al Tao senza forzare, la rigidità è la morte dell’arte interna.

Il TuiShou non è solo un aspetto marziale che va contro la visione di crescita del praticante pacifista interessato solamente al QiGong, il TuiShou in realtà è uno ShiLi di coppia che serve come prova del 9 sul lavoro svolto con lo ShiLi singolo ed è un esercizio di estrema sensibilità che aumenta la conoscenza del proprio corpo e del movimento nello spazio. Il TuiShou non è controproducente per chi è interessato solamente all’aspetto salutistico delle arti taoiste.

Durante il TuiShou non si allena l’ego o la “rivincita personale” ma la sensibilità nel sentire se stessi e il compagno, bisogna acquisire il famoso Wu De (il “traguardo” della via marziale) uccidendo il desiderio di supremazia sugli altri e l’auto compiacimento: l’allievo dilettante non deve usare improvvisamente lo scatto muscolare per entrare nella guardia del compagno (facendogli sentire la sua forza/facendogli male) per sentirsi cosi più bravo, il TuiShou non è sparring ma un gioco (un “metodo”) eccezionale per sviluppare delle raffinatissime qualità marziali.

Se si è stanchi bisogna fermarmi senza continuare insistemente (per non far vedere ai compagni che si è sfiniti per la paura di essere derisi) usando la forza muscolare o il peso del corpo (solitamente quando l’allievo dilettante perde la pienezza e la concentrazione inizia ad usare la forza muscolare usando Yang con Yang anziché stare attento ai cambiamenti Yin-Yang/Yang-Yin); se si perde la sensazione dello ShiLi di coppia (si perde il controllo e la pienezza) ci si ferma senza demoralizzarsi e senza giudicare se stessi negativamente (nessuno è qui per giudicare ma siamo tutti qui per studiare ed evolvere coi nostri tempi e ritmi): non bisogna far diventare il TuiShou un sistema sportivo di lotta ma lasciarlo alla sua originale creazione e scopo (che mira all’evoluzione artistica dello spirito). La pratica del TuiShou serve ad entrambi i praticanti, se A pratica bene B potrà crescere e viceversa, non è una sfida ne un conflitto ma è una prova del 9 sul lavoro svolto col il Zhanzhuang lo Shili e la JianWu.

Ci si allena per se stessi e per il compagno in modo da crescere insieme. Con il TuiShou si porta la mente nel corpo e lo spirito del cuore nel movimento, è il cuore che gestisce il movimento “spontaneo” mentre lo Yi gestisce l’intenzione (movimento e intenzione sono due cose differenti nell’YiQuan). Il TuiShou allena lo XinFa (metodo del “cuore”) e l’intenzione cosciente (Yi Nian) per creare armonia fisica, consapevolezza e intelligenza coordinata in tutto l’Essere. Il rilassamento è importante per far si che lo “Yi” possa scorrere da testa a piedi portando con se il “Qi. La forza e gli spostamenti saranno dettati dal DanTian (il motore da cui parte tutto è sempre il DanTian).

Nel TuiShou abbiamo lo “Yi” “Shen” “Qi” “Li” :

· La mente-intenzione (“Yi”) controlla il corpo (“Shen”- specifichiamo che il corpo dev’essere estremamente rilassato per far si che lo “Yi” possa gestirlo e trasformarlo in “forza” “spirituale” o “forza dello spirito”, per essere rilassato deve aver acquisito quello che in Cina chiamano “FangSong”) che a sua volta forma e modella una particolare energia (chiamata “Qi”- in realtà però ci sono diversi tipi di “Qi” sia nel corpo che nell’Uni-verso, nei testi taoisti antichi quando si descrive lo “Yi” “Shen” “Qi” “Li” si parla di un particolare tipo di “Qi” formato dallo “Yi” che controlla lo “Shen”) questa energia da vita alla “vera forza” (“Li”- anche qui nei testi antichi quando si parla di “Li” non si intende la forza muscolare ma quel potere o potenziale nato dalla fusione di “Yi” “Shen” e “Qi”)

“Colpendo” (entrando nella sfera d’azione del compagno trovando la sua “asse”) ci si scopre (come nel pugilato quando si tira un Jab ci si scopre il fegato): la persona che viene “colpita” deve accettare la “sconfitta” (i propri errori) per crescere e non deve contrattaccare con forza e rabbia (atteggiamento competitivo assolutamente sbagliato all’interno di un sistema di neijia gongfu) nella parte scoperta del compagno (atteggiamento vigliacco), questo semplicemente perché in palestra quando si attacca tra compagni (tra soci tesserati alla stessa scuola) non si colpisce davvero ma ci si ferma a qualche centimetro dal bersaglio, quindi se A dovesse riuscire ad entrare nel petto di B e giustamente si fermasse ad un centimetro dal corpo di B per non fargli male (visto che si è in palestra per studiare e non a gareggiando per la vita), B non deve poi continuare (secondi dopo l’attacco-che se sarebbe stato reale non avrebbe concesso una risposta) attaccando bruscamente A nei suoi punti vuoti (perché umiliata dell’entrata e della maestria di A). Nel TuiShou bisogna tenere il Qi basso (il “Qi” in questo caso ha un significato diverso dal “Qi” di “Yi” “Shen” “Qi” “Li”) per riuscire in pace a diventare un perfetto guerriero, se ci si lascia prendere dalle emozioni dei primi Chakra (Chakra non è una parola cinese ma ovviamente anche nella medicina cinesi ci sono questi “punti” e “porte”) ovvero quelli bassi legati alle emozioni primordiali (e primitive) si farà una gran fatica a comprendere il vero scopo del TuiShou.

Le braccia non devono staccarsi nei primi livelli di TuiShou e tutto dev’essere gestito dal DanTian e il cuore (oltre che ovviamente lo “Yi”). Non dev’esserci fretta ma sensibilità, armonia, costanza, pienezza e vigile presenza. Il lavoro di A serve a B ed il buon lavoro di B serve ad A. Se si fanno Fali per distruggere la struttura del compagno si sta uscendo dallo studio della base fondamentale del TuiShou YangShen (primo livello di TuiShou). Il Fali è in perenne crescita (e aumenta con l’aumentare del rilassamento e sensibilità), pensare di essere “arrivati” è il più grosso tranello che l’ego possa organizzarvi. In palestra bisogna cercare di non farsi male ma uscire sempre con nuove sensazioni da lavorarci sopra: il TuiShou serve per migliorare la JianWu e lo ShiLi, nello YiQuan tutto serve a tutto, benessere e marziale sono la stessa identica cosa. Non bisogna usare il TuiShou come sfogo personale ma usarlo come metodo di comprensione del proprio corpo. Il TuiShou non è un fine ma solamente un “mezzo”, uno “strumento” che aiuta sia lo YiQuan terapeutico (QiGong) che l’YiQuan marziale.

Bisogna praticare gradualmente e non pensare solo a se stessi ma ampliare la sensibilità sentendo il patner in modo da muoversi in risposta senza allenare la “volontà di controllo degli eventi” ma allenando il “susseguirsi armonico degli eventi”. Il TuiShou serve per cambiare la prospettiva di pensiero nei confronti delle azioni e dei mutamenti del “BaGua taoista” (susseguirsi degli eventi/infiniti mutamenti dell’universo rappresentati schematicamente dagli 8 trigrammi che rappresentano le forze che mischiate tra loro, creano le molteplici realtà e dimensioni). Bisogna seguire senza forzatura mentale ma con il Wu (vuoto) nella mente per creare nuovi universi (nuovi movimenti e interazioni).

PROGRAMMA

La BYTC si occupa di arti interne e per il maestro De Santis l’arte marziale interna per eccellenza è sicuramento lo YiQuan, lo YiQuan porta ai più alti livelli di conoscenza interna che la Cina possa offrire, lo YiQuan ha un QiGong molto chiaro che dalla A porta l’allievo alla Z senza stress ma gradualmente passo dopo passo. Nel cammino con la nostra scuola potrai anche studiare il WingChun e il TaiJi XinShen Quan e partecipare a gare di TuiShou se ti piace metterti in gioco e apprezzi l’aspetto marziale dell’arte interna…il maestro De Santis ha la possibilità di portarti a gareggiare anche in Cina o se non ti piace gareggiare ma vuoi solo allenarti in mezzo alla natura il maestro De Santis è l’unico occidentale (per il progetto diffusione culturale) ad avere avuto dal governo la possibilità di gestire un vero tempio (5 ore da Beijing) come luogo per intensivi mirati.

Ogni anno ci saranno anche degli Esami: l’esame dev’essere visto come un incontro per migliorare la propria pratica, non veniamo per giudicare gli allievi o criticarli ma solo per aiutarli a correggere eventuali errori e dare loro consigli utili per migliorare il proprio percorso di ricerca interiore. Spesso il caposcuola è in Cina al tempio o a Beijing ad approfondire le sue ricerche e quindi quando torna in Italia passa dagli allievi B.Y.T.C. per Stage e per Esami visti non come sorta di giudizio (sbagli e ti punisco e critico davanti a tutti) ma come aiuto e consiglio “facciamo insieme una pratica e vedendoti, capiamo meglio la tua struttura e di conseguenza possiamo aiutarti a migliorarla”.

Per un socio quindi il tesseramento (l’iscrizione alla scuola), uno Stage minimo annuale col maestro De Santis (per conoscere il caposcuola e gli altri membri della B.Y.T.C.) e un Esame annuo sono la regola per andare avanti tutti insieme e allo stesso passo come una grande famiglia, l’allievo è monitorato e seguito come se fosse nella migliore delle università.

La danza JianWu e lo studio dell’alchimia attraverso l’YiNian saranno sempre più complesse e piene con l’aggiunta di ShiLi e ZhanZhuang sempre più complessi fino a portare lo studente a diventare un “Wu”(vuoto) sempre più “Pieno” (sempre più libero di mutarsi in “ogni cosa”). Non bisogna stupirsi se gli esami sono “molti”; il percorso taoista verso il benessere e la lunga vita (e la capacità di diventare un “guerriero” del “QuanDao” oltre che un uomo di grande pace e consapevolezza) nasce da un complesso di esercizi che mutano di anno in anno (in Cina il motore del ZhanZhuang cambia di anno in anno e non rimane sempre uguale-ci sono diversi modi di praticare il ZhanZhuang ed ogni livello ha una sua funzione specifica) oggi creiamo il motore di un trattore, il prossimo mese quello di una motoretta e pian piano potremo creare il motore di una macchina da corsa, una macchina che può gareggiare in formula 1 perché potente ed equilibrata (perfettamente calibrata) fino a creare un aereo supersonico ecc ecc il motore è il QiGong e il QiGong cambia anno in anno a seconda del livello del praticante; si deve passare dall’asilo poi alle elementari fino ad arrivare a laurearsi dopo l’università. L’arte marziali interna richiede tempo perché molto complessa.

La pratica interna non è uno “sport” che si impara in pochi mesi o pochi anni ma un arte che ci accompagna per tutta la vita, la pratica interna è uno stile di vita. Tra l’altro è impensabile come tanti pensano di diventare un esperto marziale nel giro di pochi mesi andando ad allenarsi un’ora alla settimana, l’arte interna è un lavoro su se stessi che necessita di una trasformazione e di un “maestro” che ci segue in questo percorso portandoci mano mano nuove tecniche per farci scendere gradualmente sempre più in profondità. L’arte marziale va coltivata tutta la vita, “mattone su mattone viene su una grande casa e una grande città”, i risultati terapeutici arrivano da subito mentre la capacità di usare la nuova struttura (il corpo “modellato-riformattato”) nel contesto marziale richiede un po più tempo, la pianta non va tirata per farla crescere più velocemente ma va curata e annaffiata di giorno in giorno con amore e pazienza: il praticante deve portare lo Yi nelle membra per comprendere a fondo i poteri del Zhenti Li.

SCUOLA

La scuola Beijing YiQuan Training Center (con abbreviazione in B.Y.T.C.) nasce dal pensiero del maestro De Santis e alcuni membri del circolo YiQuan di Beijing tra i quali la figlia del fondatore dell’YiQuan, la maestra WangYuFang e altri personaggi importanti nell’ambito “terapeutico/marziale” di Beijing come ad esempio il maestro ZhaoHong e il maestro TingJun. Il maestro De Santis vive in Cina da più di 15 anni ed è perfettamente inserito nella società locale, parla perfettamente il mandarino, contribuisce nel formare gli Istruttore di TuiShou (push-hands) del maestro Li di GuangZhou e nel 2015 riceve anche l’onore di prendere un vero tempio Buddista in gestione per organizzare stage intensivi di arti interne, il tempio gli viene concesso dall’assessore alla cultura di Beijing con lo scopo di divulgare il più possibile la tradizione cinese in occidente (prima volta nella storia che viene riconosciuto ad un occidentale la piena gestione di un vero tempio); il maestro De Santis è anche amico dei monaci di Shaolin ed considerato esperto di YiQuan terapeutico e YiQuan marziale non solo in occidente ma anche nella stessa Cina (difatti insegna anche a BeiJing). E’ appoggiato ed aiutato (nel progetto di diffusione) dagli anziani maestri di Kungfu di Beijing ed è tornato in occidente appositamente per insegnare le arti marziali interne e le discipline terapeutiche annesse. La scuola B.Y.T.C. nasce infatti per diffondere le pratiche di GongFu di origine taoista in occidente cercando cosi’ di creare maggiore chiarezza in questo settore (pieno di speculazione e fraintendimenti) la B.Y.T.C. vuole restare fedelissima all’insegnamento originale e alla tradizionale del sistema: non vuole modificare il lignaggio per rendere il prodotto più comprensibile (e quindi più vendibile alla massa) ma vuole rimanere coerente con la serietà della tradizione. La B.Y.T.C. vuole essere una scuola seria ed affidabile, un punto di ritrovo per coloro i quali desiderano un addestramento tradizionale e non annacquato dalla visione occidentale delle “arti interne cinesi” ed è per questo che offre una pratica tradizionale alle “arti interne” quali YiQuan (QiGong e TuiShou), Taiji e WingChun: La B.Y.T.C. non ti farà raggiungere velocemente e semplicemente la “cintura nera” (grado elevato) e non ti farà nemmeno combattere subito con guantini e caschetto per permetterti di “sfogare” i tuoi “bisogni primitivi”, la nostra scuola attraverso il QiGong ti farà affrontare più che altro te stesso (è una lotta contro se stessi) per permetterti di capirti e migliorarti (bilanciando tutte le energie e creando la pienezza corporea e spirituale) e solo dopo si occuperà di farti diventare un guerriero e un combattente (non puoi imparare a combattere se non sei perfettamente equilibrato). Non vogliamo sostituirci ad altri “sport da combattimento” o “pseudo arti marziali esterne da asporto” ma vogliamo portare un vero e proprio addestramento taoista (di crescita personale) qui in occidente; il “quan” dell’Yiquan o il quan del Taijiquan non significa solo “pugno, lotta, scontro” verso il prossimo (in ambito marziale per la propria difesa) ma nel contesto significa anche “lotta” contro se stessi: contro le proprie paure e propri difetti, contro le difficoltà della vita e ovviamente contro il nemico prossimo (difendere la “propria pelle” rientra comunque nella sfera di “prevenzione” al benessere), non si studia mai solo a “picchiare” ma spesso si inizia col “curare” (se stessi) e “salvaguardare” (imparando la prevenzione e la difesa). Lo YiQuan ha 2 aspetti fondamentali per la danza JianWu, quello di studio del QiGong (soprattutto ShiLi) e quello di libero movimento …il libero movimento verrà modificato naturalmente via via lo studio dello ShiLi QiGong si farà sempre più complesso e interno. E’ uno stile che insegna a crescere e superare le difficoltà della vita oltre che gestire il proprio ego e sconfiggere l’ignoranza, le malattie e i “nemici” (aggressori).

Il combattimento marziale per la difesa della propria persona lo si farà a “tempo giusto” e solamente se preparati; fare un “Fali” (un colpo marziale dell’arte interna dove si esprime la propria energia) quando non si ha energia interna è ridicolo, l’arte interna usa l’energia interna in un corpo bilanciato e armonico e se non lo si ha …bisogna costruirlo prima di usarlo; non puoi correre in Ferrari se non hai la Ferrari, lo studio di come creare un motore eccellente è il fattore più importante per l’arte interna.

Solo quando la muscolatura e il diaframma saranno rilassati e distesi (in modo da usare ciò che in Cina viene chiamato FangSongLi-la forza del rilassamento) si inizierà ad esercitare l’arte della lotta marziale (altrimenti è lotta come qualsiasi altra lotta di qualsiasi altra “arte marziale” perché il corpo anche se appoggiato dall’intenzione andrà ad usare la “solita forza” muscolare). E’ assurdo fare QiGong e arti interne e poi combattere come un pugile, se piace il movimento del pugile è opportuno fare i pugili e non i praticanti di arti interne, bisogna fare la corsa, le flessioni, pesi, sacco e tanto fitness per avere un buon cardio ….l’arte interna è differente e se si pratica l’arte interna bisogna mettere l’attenzione su altri potenziali umani. Se non si ha la struttura voluta dall’arte interna non si riusciranno ad applicare nemmeno le sue mosse (studiate per una struttura “interna” e non una struttura “esterna”). Le “arti interne” non usano la tecnica ne usano a “forza muscolare” per combattere. Le arti interne usano la forza dell’avversario contro di lui usando i principi di Yin Yang e quelli di pienezza marziale usando il combattimento per crescere spiritualmente ed annullare il proprio ego a differenza di chi le usa per popolarità, denaro e vanto personale. L’arte interna serve per evolvere se stessi e migliorare la società in cui si vive.

ARTI

La B.Y.T.C. si occupa principalmente di YiQuan (QiGong e TuiShou) anche si interessa e si è specializzata pure in XinShen e WingChun.

Il maestro De Santis ha girato e fatto ricerche in Cina per più di 15 anni per trovare quello che ora è disponibile ad ogni corso della scuola B.Y.T.C. Lo YiQuan di WangXiangZhai si basa sull’intenzione cosciente, il rilassamento e le posizioni antichissime di ZhanZhuang, il suo metodo rispetta i principi taoisti diffusi anche da Bruce Lee negli anni 80 in America ma frasi del tipo “libero da tutti gli stili la persona si esprime con l’istinto”, “l’arte cessa di esistere e lo spirito si fonda con l’intenzione”, “l’arte suprema è senza forma ma pregna di intenzione” ecc. ecc. sono frasi troppo spesso interpretate male dal praticante occidentale (spesso condizionato dalla “filosofia” new-age) e prendono un senso logico (corretto) solo per chi ha studiato moltissimo (conosce a fondo) la filosofia e l’alchimia taoista ed ha trasformato (attraverso la pratica giornaliera di anni in anni) la sua mente e il suo corpo in ciò che viene chiamato “Zhenti” e “WuWei SiXiang”: è quando lo spirito si è fondato con la struttura che il cuore è “libero di fare ciò che vuole” (marzialmente parlando): è attraverso una “forma” (una strada o una via che i cinesi chiamano “DaoLu”) che si arriva alla “non arte” dell’Intenzione coscienza fuori dagli schemi ( e al vuoto contemplativo)….la “forma” è importantissima all’inizio della pratica perché indirizza lo studente verso alcune importanti abitudini (di postura e pensiero). Prima impari ad usare coltello e forchetta e poi potrai quindi mangiare come vuoi e quando vuoi senza più pensare alla mossa (e alla forza) che fa la mano quando prende la pasta dal piatto e a come tenere l’impugnatura mentre si taglia la carne ..tutto diverrà libero e spontaneo (mosso dall’istinto e cuore) solo dopo aver imparato una “forma” (e averla metabolizzata all’interno rendendola parte di se). Altrimenti si lancia il messaggio che ognuno fa come vuole e tanto è giusto …sbaglio enorme! Non saremo dei lottatori eccezionali (o dei filosofi) dopo poche settimane di allenamento (o di meditazione) solo perché pensiamo di aver capito come mettere un pò di intenzione e consapevolezza nei movimenti; l’intenzione ce l’ha anche un pugile ovviamente ma non è di questa intenzione che si parla nel taoismo: l’“intenzione”, il “cuore” e la “forza” descritte dai testi taoisti non hanno il significato letterale che diamo noi all’ideogramma, c è anche una traduzione culturale del termine, che presa in un contesto “alchemico” , “filosofico” o “religioso” rende il concetto molto più complesso di quanto possa sembrare.

Dobbiamo saper spiegare bene ai nostri allievi cosa i cinesi intendevano con la “non forma” e “non tecnica” altrimenti si potrebbe rischiare qualche fraintendimento culturale che danneggia la riuscita corretta della pratica. Spesso si sente dire di ZiRangQuan (il movimento marziale del tutto naturale e senza schemi) al posto di YiQuan o JianWu (danza libera marziale) senza però dire che per arrivare a tale maestria bisogna prima passare da uno schema severissimo di esercizi (di “forme modellatrici”) che tendono a trascendere la forma stessa portando appunto alla “non forma” ; prima di trascendere lo Yin e lo Yang bisogna sapere cosa realmente sono lo Yin e lo Yang e per sapere cosa sono queste due forze opposte bisogna lavorare duramente. Un bambino a prima vista potrebbe fare disegni molto simili a quelli di Picasso ma tra il bambino “inconsapevole” e “senza tecnica” e Picasso “consapevole” e con un bagaglio tecnico non indifferente c è moltissima differenza ..l’arte arriva quando la “non forma” trascendere (supera) la “forma” e non quando ci si muove a casaccio perché si pensa di aver capito tutto. Nelle arti interne lo Yi (intenzione) il Qi (energia) e il FangSong (un particolare modo di rilassare il corpo) sono lavorati e modellati per anni attraverso tecniche millenarie.

L’YiQuan, il TaijiQuan e il “WingChun interno” necessitano di una pratica mirata e non casuale, per ottenere seri risultati serve una strada corretta da percorrere giorno per giorno per poter sfociare nella famosa “non forma” della filosofia taoista. L’Istruttore è tenuto ad informarsi e a conoscere le basi taoiste che hanno dato vita a queste discipline: non si può pregare e andare a messa senza però conoscere la storia del Signore come non si può praticare seriamente un “Arte Interna” se non si ha una visione taoista del mondo. Se non si comprende cos’è lo “Yi” e il “Qi” come si può insegnare lo Yi Quan e il Qi Gong ? Il Maestro De Santis è stato riconosciuto dai monaci di Shaolin (che anche se di filosofia Chan sono però riconoscenti al maestro De Santis per il lavoro svolto per le discipline Taoiste e il GongFu ottenuto durante anni di costante pratica) e dall’associazione del gongfu WinChung del Foshang oltre che dai monaci del “tempio del fuoco e della nuvola” che gli hanno rilasciato, insieme alla figlia del fondatore del’Yiquan, il diritto di poter insegnare sia in Occidente che in Asia (Cina compresa) le arti interne della filosofia taoista tradizionale.

Dopo molte ricerche e dopo anni di amicizie e pratica con maestri cinesi di altissimo livello (sia taoisti che buddisti Chan) il maestro De Santis ha trovato in Cina la corretta via per la comprensione delle “arti interne” ed è tornato in Europa per divulgarle: trasmettendo il vero metodo (lignaggio) antico dell’allenamento alle “arti interne” senza mai averlo cambiarlo di una virgola.

Master De Santis appartiene alla:

-3 generazione Yiquan (in quanto il sistema è stato appreso da ZhaoHong, Sui, WangYuFang, BaiJinJia ecc)

-13esima generazione taoista del sistema Xinshen (spesso diciamo che è uno stile di Taiji perché riprende nel movimento, i concetti di Yin e Yang: ovvero nel XinShen si va in altro dopo essere stati in basso o si va avanti dopo esser stati prima in dietro e cosi via nelle 6 direzioni principali per tutta la “forma”)

-12esima generazione di “arte interna” di Shaolin (appresa da master Liang e il grande maestro ShiDeLong)

Consapevoli del fatto che ogni stile parte dallo stesso QiGong e si dirama in modo differente nell’applicazione ma non nel principio: sono frutti dello stesso albero.

Il Taijiquan della scuola B.Y.T.C. (chiamato XinShenQuan) non è propriamente un Taiji ma viene chiamato Taiji per essere compreso meglio dalla massa perché comunque rispetta anch’esso i principi degli altri stili di Taiji anche se la schiena la muove in tutt’altra maniera: la schiena si curva ed inarca in avanti o in dietro insieme allo spostamento del peso e all’allungamento degli arti (sempre arrivando alle “massime” estremità).

L’Istruttore deve spiegare ai suoi allievi che lo XinShen anche se ha una “forma” (un TaoLu da studiare) è in verità una via per la danza libera JianWu (come lo YiQuan) in quando cerca di aprire i meridiani e utilizza tutti i principi del NeiJia Gong della MTC (medicina tradizionale cinese) specializzandosi sui concetti base del Taiji QiGong, Bagua QiGong e XinYi QiGong per liberare lo “spirito” ed impregnare il corpo fisico di energia vitale. La “forma” è vista come “consiglio di movimento” ma dopo il consiglio saremo noi a decidere dove muoverci perché avremo i mezzi per farlo: nello XinShen prima di studia a memoria una poesia (la “forma”) ma poi la poesia la si scriverà da sè (se vogliamo diventare nei poeti e non dei “semplici lettori”).

Il Taiji della B.Y.T.C. non è una gabbia, non è una forma che ti incatena in un altro schema mentale ma è un insieme di esercizi che possono essere mescolati fino a diventare spontanei e personalizzati per la tua personalità.

Lo XinShen Quan anche se apparentemente diverso dal TaijiQuan che tutti conoscono (lo stile Chen e lo stile Yang sono i più diffusi), rispecchia anch’esso i principi del “Taiji Tu” della filosofia taoista (Yin Yang, WuJi, 5 elementi, 8 trigrammi ecc) e quindi, visto che applica i principi del “Taiji Tu” spesso viene chiamato da noi Taiji Quan anche se non è simile al Taiji Quan codificato che tutti conoscono grazia al maestro Yang.

Anche lo YiQuan parla di Yin e Yang ma queste due forze sono gestite più che altro all’interno del corpo e non tanto nel movimento.

ETICA

L’Istruttore novizio dovrà rispettare sempre l’Istruttore anziano come fosse un suo “fratello maggiore” (al di là dell’età e della superiorità marziale). Nella Cina tradizionale l’istruttore anziano (anzianità di pratica non anzianità anagrafica) viene chiamato “ShiXiong” mentre quello più giovane “ShiDi”; l’anzianità di pratica è meritocrazia pura e non è giudicata solamente in base alla data di inizio corso (da quando ha iniziato a studiare) ma anche da quando realmente ci si è allenati (per un anno mi alleno tutti i giorni è diverso da 10 anni dove mi alleno una volta al mese). Ogni Istruttore è tenuto ad aggiornarsi e tenersi allenato ogni anno per restare al passo col gruppo che comunque sarà solidale e comprensivo per chi ha una reale (non per pigrizia) difficolta a tenere viva la pratica.

Quando si esercita il Tuishou con i compagni della scuola (TuDi, XueSheng, ShiXiong e ShiDi) bisogna farlo in modo pacato e senza farsi male, per imparare e comprendere a vicenda le forze degli opposti e allargare e diffondere la propria sensibilità e percezione. Il TuiShou serve anche per imparare a gestire le forze dell avversario e per gestirle bisogna prima sentirle e poi “assorbirle”, il compagno è fondamentale per la comprensione delle forze (i mille mutamenti esterni) e quindi si dovrà fare il “push hand” (tuishou o chisao) con la massima responsabilità verso il compagno, sensibilità e piena attenzione di studio su tutti i suoi fattori “casualistici” di alterazione delle forze (passaggi graduali tra Yin e Yang), usando la struttura nata dagli esercizi di QiGong senza fare lo sbaglio di lanciare i pugni (o i colpi in generale) a casaccio perdendo quindi il controllo dell’azione ma mantenendo sempre vivo lo spirito e la gestione psicofisica (dell’essere biologico) nato dal QiGong, il TuiShou controlla i movimenti del compagno con la “mente”, la mente che impregna il corpo e rende le braccia come delle antenne che percepiscono l’intenzione dell’avversario e comprendono i suoi “pieni e vuoti” modificando di conseguenza il proprio “Yin e Yang” (cioè modificando la propria pienezza interna per adattarsi all’avversario); come i maestri anziani di YiQuan che si allenano tutt’ora al parco felici e in salute sarebbe bello allenare la “lunga vita” pure noi e ritrovarci come loro a 80 anni a “lavorare” ancora questo gioco di sensibilità e scambio chiamato TuiShou (che tra l’altro è appunto un ottima pratica anche per la prevenzione all’invecchiamento e quindi di longevità e lunga vita).

Quando facciamo Tuishou con i membri della B.Y.T.C. lo facciamo per comprendere noi stessi e far comprendere al compagno i suoi eventuali punti deboli …se facciamo forte ed entriamo con “fali” (o anche solo scatti veloci) lui non avrà tempo per sistemare la schiena e usare in pienezza e consapevolezza la sua struttura interna (perché si irrigiderà per “difendersi”) quindi il lavoro di uno studente serve all’altro studente come lo Yin serve allo Yang e viceversa. E’ la lentezza e la pienezza che ci permette di capire i nostri difetti ( e quelli del compagno) per correggerli. Gli Istruttori e gli studenti si devono aiutare e assolutamente non devono competere tra loro. In palestra l’ego lo dobbiamo distruggere perché è lui in nostro peggior nemico. Per metterci in gioco e provare il “confronto” abbiamo organizzato delle “competizioni” ma in palestra lo studio (la pratica) lo si esercita in serenità con sensibilità, attenzione e intelligenza, non si può praticare il tuishou a mente vuota, il corpo bisogna attivarlo tutto per comprendere il vero scopo del tuishou.

LIVELLI E GRADI ISTRUTTORE

Il Corso Istruttore YiQuan è diviso in 3 anni formativi ( che portano al livello di Base 3) dopo i quali sarà possibile accedere ad altri 3 anni di studio di XinShen Quan o WingChun di ShaoLin (che portano al livello Intermedio 3) dopo i quali si arriverà ad una avanzata comprensione dello stile di neijia gongfu della B.Y.T.C. Successivamente questi 6 anni di formazione, il praticante Istruttore potrà aumentare il suo bagaglio esperenziale con lezioni private e un percorso individuale che potrà accrescere ancora di più la sua conoscenza al kungfu B.Y.T.C. (livello Senior). I primi anni di formazione sono la base, ovvero quella fase dove si costruisce il motore e la carrozzeria dell’auto, dopo questi anni ci sarà lo studio di come usare quest’auto, ovvero l’acceleratore, il freno e le marcie, poi arriveranno anche le gare e le corse veloci per tutte le autostrade del mondo. La difficoltà è solo la costruzione dell’auto (che richiede tempo) perché imparare a guidare è relativamente semplice. Guidare è facile ma è costruirsi una macchina decente che è difficile e per questo dobbiamo seguire bene il manuale delle istruzioni per sapere dove mettere ogni bullone e calibrare ogni distanza di ogni ingranaggio, quindi i primi anni dell’YiQuan sono importantissimi.

BASE 1 (primo anno corso Istruttore YiQuan) BASE 2 (secondo anno corso Istruttore YiQuan) BASE 3 (terso anno corso Istruttore YiQuan) INTERMEDIO 1 (primo anno corso Istruttore XinShenQuan o Wing Chun interno) INTERMEDIO 2 (secondo anno corso Istruttore XinShenQuan o Wing Chun interno) INTERMEDIO 3 (terzo anni corso Istruttore XinShenQuan o Wing Chun interno) SENIOR (dopo i 6 anni precedenti si inizia un percorso di specializzazione avanzata che aumenta di anno in anno)

Il livello Senior è composto da altri livelli e “gradi” (non di giudizio ma tecnici) e la pratica sarà esclusivamente personalizzata insieme al fondatore della scuola. Al livello Senior 10 l’Istruttore potrà a sua volta formare Istruttori B.Y.T.C. Uno studente che studia seriamente e con costanza con un Istruttore per 10 anni potrebbe avere un bonus di passaggio a Istruttore Base 3

MISSIONE

La B.Y.T.C. vuole seguire le orme d’insegnamento del Grande Maestro WangXiangZhai e non di chi rese “sportiva” un’arte cosi nobile e tradizionale (sopra vissuta per centinaia di anni all’interno dei templi tra i “monaci guerrieri” e portata allo scoperto dal grande WangXiangZhai che codificandola la rese semplice per essere diffusa alla “massa”). GM WangXiangZhai fece un lavoro enorme per studiare come lo YiNian influenza il Qi e quindi la materia (che appunto è pura vibrazione); studiò come il QiGong rende l’Essere equilibrato e in armonia con l’universo ..e comprese come le qualità acquisite col QiGong fossero perfettamente applicabili per la difesa personale (il combattimento).

Non è stato facile per il Maestro De Santis imparare questo sistema in tutta la sua complessità e non è stato nemmeno facile acquisire il permesso (degli anziani maestri e monaci) per insegnare in occidente queste pratiche, dobbiamo considerare questo sistema un patrimonio da custodire e diffondere seriamente e con cautela, con onore e rispetto (ciò che al corso Istruttori B.Y.T.C. sembra ovvio, il maestro De Santis ci ha messo anni a scoprirlo in Cina).

Le competizioni non sono uno sfogo o una ricerca di considerazione o attenzione, ma solo una prova del 9 del lavoro svolto (è importante non entrare in un “trip competitivo” verso gli altri che proietta la fiducia in noi stessi alla sottomissione del prossimo); lotteremo per far crescere la scuola e noi stessi (non l’ego negativo e la violenza). L’arte marziale dovrà essere studiata in modo tradizionale (anche nell’atteggiamento). Queste tecniche e questo metodo (che riprende esercizi millenari dell’antica Cina) è già quasi perso anche in Asia (perché la Cina è cambiata, si è fatta centrale del capitalismo dove conta più l’avere che l’essere e molti maestri (non tutti per fortuna) hanno aperto scuole solamente per fare del business, togliendo quindi sostanza alla vera arte e finalizzando il tutto a poche mosse comprensibili da chiunque, da eseguire con guantini e caschetto) e quindi spetta a noi portare avanti questo patrimonio culturale senza mettere nulla di personale al suo interno, continueremo a praticare l’arte interna come si praticava un tempo. E’ importante capire che la “non arte” delle “non forma” non significa improvvisare “senza avere arte ne forma”: un dipinto di Picasso e un disegno di un bambino potrebbero a prima vista sembrare molto simili ma in realtà la differenza è abissale. E’ solo dopo aver studiato l’arte ed avere ottenuto una “forma” (o una struttura ben definita) che possiamo trascendere l’arte e creare una nuova forma mutabile e che esprime perfettamente il nostro potenziale (senza avere un corpo libero e uno spirito aperto non esiste danza taoista e istinto dell’arte interna).

Il nostro lignaggio è l’originale insegnato da WangXiangZhai ai suoi allievi ed è stato imparato con difficolta, sudore e sacrificio nel corso di diversi anni dal maestro De Santis con diversi allievi di seconda e terza generazione YiQuan di GM WangXiangZhai (soprattutto con ZhaoHong, BaiJinJia, TingJun, Sui e WangYuFang); il nostro metodo è ovviamente differente da quelle scuole che hanno voluto rendere l’YiQuan un sistema vendibile alla grande massa (illusa che con poco ZhanZhuang si possa diventare invincibili marzialmente), per questo non dobbiamo saltare le tappe ma creare veri esperti di arte interna cinese formando un vero gruppo di esperti di arti interne di origine taoista: il ZhanZhuang dovrà diventare un abitudine superiore a quella di prendere il cappuccino la mattina.

La nostra missione è dimostrare l’efficacia del metodo B.Y.T.C. sia per la terapia che per la difesa personale ma sempre in un contesto tradizionale e fedele al lignaggio ufficiale: siamo qui per far chiarezza e non per continuare la confusione creata da molti finti maestri e furbacchioni che ci hanno preceduto. Un gruppo unito e con uno scopo unico sarà difficile da fermare. Non ci arrenderemo alle prime difficoltà ma perseguiremo la “missione” uniti e forti. Più noi e i nostri allievi saremo bravi (persone consapevoli e “forti” di carattere e marzialmente), più la scuola B.Y.T.C. crescerà naturalmente a ritmo del Tao.

La miglior pubblicità che possiamo farci è quella di essere noi stessi un esempio per tutti.