Donne e Kungfu

Donne e Kungfu

Chi lo ha detto che i combattimenti tra le donne non sono istruttivi e stimolanti ? Chi dice che le donne nei match mancano di passione ? La campionessa di arti marziali miste Cyborg, forse per prepararsi ad un incontro di arti marziali miste contro la detentrice della cintura da campione mondiale Ronda, ha deciso di partecipare, mettendosi alla prova (essendo famosa nell’ Mix Martial Arts sopra tutto per i suoi colpi di pugno e calci), ad un incontro di Kick Boxing dando spettacolo ad un match che rimarrà nella storia del combattimento femminile. Le due campionesse non si sono date tregua per dimostrare la propria superiorità atletica, Cyborg spesso ha dato sfogo all’istinto di lottatrice e nella box si è dimostrata davvero preparata sopra tutto stupendo spesso col “super man punch”…sarà davvero un incontro duro per Ronda adesso che Cyborg sta ampliando le sue conoscenza del combattimento “in piedi” (perché sappiamo che Ronda è “insuperabile” nella lotta e quindi Cyborg starà pensando ad una strategia tattica per condurre un match di sola Kick ed evitare quindi di andare a terra).

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In queste foto si vede la mia amica soprannominata “BiaoJie” (esperta anch’essa di YiQuan oltre che ShuiJiao) vincere il titolo cinese dell’MMA e presto anche lei,  partirà per gli USA per entrare nel circuito UFC.

Le donne hanno quell’istinto innato che le distingue dall’uomo e che, anche nell’arte marziale può a volte dargli quel tocco di classe che l’uomo non sempre ha. L’arte marziale si distingue molto dallo sport da combattimento …lo sport ovviamente è nato per vincere mentre l’arte marziale è nata per uccidere e proteggere la propria vita specialmente in guerra quindi a livello applicativo è molto crudele anche puoi conta di una larga scala di esercizi (alcuni fanno solo questi) per il benessere e la terapia …solitamente si allena molto l’inguine, le anche e la spina dorsale cosi da mantenere la struttura forte nel tempo (nella vecchiaia) mentre invece allo sport da combattimento capita di rischiare di stressare e sovraccaricare il fisico talmente tanto (per vincere un incontro o prova) da deteriorarsi anche in gioventù …nonostante ciò queste arti rimangono affascinanti per chiunque perché lo scontro e la guerra (anche se i saggi le evitano) rimangono innate e scritte nel nostro dna in quanto per diversi (e banali) motivi, da millenni facciamo battaglie con i “vicini di casa” nostri “fratelli”.

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Bisognerebbe trovare un equilibrio tra Yin e Yang …tra la donna geisha e la donna guerriera ..tra l’uomo saggio e gentile ed il combattente forte e vigoroso….ma il vero nemico come tutti sanno è dentro di noi ! Non importa quale tecnica sai fare …se la tua mente non sconfiggerà gli eventuali mostri incastrati del tuo essere non troverai mai la pace dei sensi …e ne tantomeno raggiungerai la “pace divina”…

Risposta

Risposta

In molti non capendo ciò che volessi dire, hanno criticato e chiesto chiarimenti su una frase del mio articolo precedente: “un marzialista tradizionale si allena per uccidere e per illuminarsi seguendo la via guerriera del Bushido, invece un atleta che oggi si allena nello sport da combattimento lo fa per soldi”.

Come dicevo nell’articolo precedente in Italia c è moltissima ignoranza in materia e difatti le incomprensioni sulla frase sopra citata sono arrivate (a decine) sulla mia pagina personale di fb da gente che in realtà non ne capisce nulla di questo settore. I professionisti di MMA sanno benissimo che da Diaz a Connor a Sonnel a chiunque altro, lo si fa per soldi in quanto l’MMA per loro è un lavoro molto redditizio; come anche un giocatore di calcio lo fa per lavoro e non solo per passione, se ad un giocatore professionista di serie A gli togli lo stipendio probabilmente non si alzerebbe più la mattina per andare a fare 6 ore di allenamento al giorno, cosi anche nell’MMA se togli gli alti compensi dei match, probabilmente nessuno più andrebbe a farsi male giocando alla lotta.

Come succede spesso le incomprensioni e critiche su questa frase e altri frasi di altri articoli non sono state lanciate da atleti professionisti di sport da combattimento o da seri praticanti di arti marziali tradizionale ma bensi’, sono arrivate da ignoranti in materia, da persone che o non si allenano a queste discipline e quindi parlano tanto per perdere il tempo in rete oppure da gente che si allena a stili “commerciali” di massa tipo il Krav Maga (il KravMaga che si spaccia come sistema di difesa e attacco dei “corpi speciali israeliani” è probabilmente una bufala in quanto è impensabile che un “corpo speciale israeliano”, ovvero un miliare addestrato alla guerra e al combattimento con armi corpo a corpo, ti sveli i suoi segreti di lotta e si alleni come Carla la mia vicina di casa che frequenta anch essa il corso di Krav Maga, è normale che ad un civile è pericoloso insegnare un sistema che insegni a combattere coi coltelli e a difendersi da pistole e fucili, meglio dirgli che in caso estremo di pericolo è meglio trovare rifugio sicuro, scappare o lanciare il portafoglio al ladro armati piuttosto che dire alla signorina “Carla” , di cercare di disarmare il ladro col coltello perché probabilmente andrebbe incontro a gravi danni fisici, in un mondo dove tutto è apparenza è ovvio che questi sistemi di autodifesa vendano l’ “idea del saper fare” piuttosto che il “vero saper fare”) o al Systema Russo (un altro metodo di difesa personale molto commerciale, nato in Russia e spopolato in tutto il mondo in pochissimo tempo, dove all’allievo si da l’idea di esercitarsi in qualcosa di segreto e particolare difatti anche qui, c è la divisa mimetica militare ad attirare l’attenzione del praticante, in realtà nulla di nuovo perché la sua tattica è uguale all’applicazione pratica del Taijiquan o dell’Aikido perché sfrutta la forza dell’avversario in dinamica, colpisce in modo rilassato e crea quelli del non taoismo e nell’arte tradizionale, vengono chiamati Fali, il Systema Russo toglie “forme” e “preparazione interna” e insegna subito la pratica del combattimento di matrice interna a chi vuole scorciatoie facili, “ovviamente saltando subito alla fine del libro non si potrà mai comprendere la morale della storia” e quindi anche qui c è solo l’ “idea del saper fare” ma non la vera conoscenza del riuscire a fare).

Ovviamente chi mi ha fatto queste domande è solo un amatoriale che si allena poco o nulla ad uno e all altro (arte marziale o sport da combattimento che sia) perché è ovvio che chi mira alla “via del Bushido” ha uno “scopo” di vita (un fine) diverso da chi mira alla “cintura mondiale”.  Ed è anche ovvio che chi si allena per un match con protezioni, obblighi e regole (pur quanto apparentemente ristrette) è diverso da chi si allena per “uccidere” in strada senza alcuna regola (in antichità nella tradizione l’arte marziale serviva in “guerra” per uccidere, serviva per rimanere in vita togliendo la vita al “nemico”). Un marzialista studia come uccidere nel minor tempo possibile. Non crea un corpo sportivo ma crea un corpo killer in grado di frantumare ossa e bloccare il cuore del rivale.

Mi occupo di arti interne tradizionali da anni ma conosco bene lo sport da combattimento e ho come amici diversi atleti di UFC (americano e cinese) e Pride giapponese e confermo con certezza del 90% che un lottatore professionista che supera i 25 anni e compete ancora alle gare di lotta, non gareggia per  “conoscere i suoi limiti”, “rafforzare la stima che ha per se stesso”, “apparire e farsi vedere dagli amici” ,“sentirsi migliore degli altri”, “combattere i suoi mostri attraverso il superamento dei suoi limiti” ma molto spesso lo fa per rivalsa sociale, ovvero per soldi e fama. Lo stesso Fragomeni (campione europeo di pugilato) ha iniziato a combattere per donare alla famiglia una vita migliore e alla Doria di Milano, dava spesso ottime lezioni morali su chi doveva o non doveva diventare un pugile professionista, a quei figli di papà che passavano in palestra per sentirsi dei duri (e per fare i duri in strada con gli amici) spesso consigliava di tornare a casa a studiare; nessun vero lottatore ama la violenza e vede lo sport da combattimento non come uno sfogo, ma come un duro lavoro. La vita da pugile professionista è una vita piena di impegno, dura e faticosa che porta ad un sacco di sacrifici e traumi fisici. Un professionista di MMA è un serio lavoratore che dedica la vita alla sua carriera: ha vicino a se un dietologo, un team di medici, un team di allenatori e uno o più manager che gli organizzano gli incontri e gestiscono l’immagine. Questo  gruppo di persone (spesso pagate a percentuale dopo l’incasso di ogni incontro) dicono all’atleta cosa mangiare, cosa dire in pubblico quando ci sono interviste ed eventi televisivi o in radio, e gli dicono anche “con chi”, “come” e “quando” allenarsi. Come hanno affermato quasi tutti i lottatori professionisti di MMA, in questa carriera molto spesso si va incontro a danni fisici e psichici anche irreparabili ed irreversibili. Anche campioni come B.F. Silva, M. Hunt, Sub, Fedor, Diaz e altri, hanno detto più volte in pubblico che le “medicine”che prendono prima e dopo gli incontri, possono danneggiare gravemente gli organi interni dei lottatori causando anche problemi permanenti (Big Silva J Jons per esempio hanno riportato lesioni ai reni causa assunzione “errata” di “medicinali”), un corpo che subisce tutti quei colpi durante un match ha sicuramente bisogno di supporto di medicine, un corpo che si allena ogni giorno 5 o 6 ore incostantemente, ha sicuramente bisogno di un supporto di medicine e queste medicine prima o poi, danneggeranno reni e fegato.

Il lottatore subisce anche dei traumi alle articolazioni, spina dorsale e cervello durante i colpi dati e subiti; non importa se si vince o si perde, qualche trauma che può condizionare il benessere fisico dell’atleta può sempre presentarsi durante un match. La conclusione è che come appunto dicono anche gli atleti dell’MMA, questo è un duro LAVORO che lo si fa con sacrificio ovviamente per i soldi !

Ai fans piace vedere gli atleti darsele di santa ragione ma agli atleti darsele di santa ragione piace molto meno, lo fanno solo per soldi (e per dare spettacolo ai fans paganti) perché non sono dei sadici che amano “far male e farsi male”, è un lavoro ben retribuito nel quale sono bravi e hanno talento e costanza.

Nessuno è cosi stupido da combattere facendosi del male anche irreversibile per il solo piacere di farlo.

A nessuno sano di mente verrebbe in mente di far del male ad altre persone in una “gabbia” colpendole con calci e pugni o ricevere colpi traumatici per divertimento e\o hobby. Quando si è fortemente lesionati a volte succede anche che i soldi vinti nel match, non bastino nemmeno a ripagarsi le spese di guarigione (che non sempre sono all’interno delle assicurazioni della federazione che organizza gli incontri). Il lottatore di MMA quindi lo fa per LAVORO, per soldi e fama. Chi dice il contrario non conosce il settore. Un conto è giocare in palestra e un conto è combattere davvero nel professionismo.

Tutto diverso dal praticanti di Arti Tradizionali che invece è uno spietato killer che studia tutto il giorno come salvaguardare la “pace” (lo status di benessere), il suo spirito, il suo stato energetico e la sua consapevolezza universale, uccidendo nel peggiore dei modi il nemico che porta il male e la cattiveria alle sue porte. L’arte tradizionale è appunto una disciplina antica che permetteva di potersi difendere in caso di aggressione, il praticante studia lo zen o il buddismo, è interessato alla meditazione, alla spiritualità e al contatto col il Tao (ricercando la verità pure in “altre” dimensioni o piani) vuole conoscere se stesso e trovare il “divino” che è dentro di lui e per questo ama la pace e tranquillità. E’uno studioso dell’essere. In quanto “amante della pace” (e dei sani principi) si addestra alla “guerra” per salvaguardarla e di conseguenza “medita la vita” guardando e sconfiggendo i mostri che ha nel suo interno (nel suo cuore) per avere una visione nitida (e non offuscata da paure o pregiudizi) della sua esistenza in questo mondo; un maestro non può tramandare l’arte della guerra ad un discepolo “debole di spirito” e pervaso dal “pensiero negativo” (paura, rabbia ecc); diventerebbe subito un “bandito” usando questo “potere” al servizio del male. I mostri che possono pervadere l’aspirante guerriero (cioè il “discepolo”) causandogli abitudini scorrette che possono renderlo “malvagio” (ovvero con un pensiero “soggettivo” rivolto al benessere personale e non con un pensiero “collettivo” rivolto al benessere del mondo circostante: persone, terra, animali) sono simili a quelli che nella cultura cristiana portano ai “peccati capitali” (inclinazioni profonde sulla morale e sul comportamento che influenzano negativamente l’animo umana tipo: lussuria, invidia, avarizia, superbia, gola, ira, accidia. Per esempio la superbia è quel peccato cui si sono macchiati Adamo ed Eva e Lucifero) questi modi “scorretti” di pensare e quindi “agire”, sono causa di sbilanciamento di yin e yang (il praticante non è centrato ne bilanciato e quindi si fa comandare dagli istinti più primordiali senza sapersi controllare). Quindi prima di tutto bisogna portare il discepolo ad un “equilibrio spirituale” e psicofisico e solo dopo, quando sarà diventato un “vero uomo” con la spina dorsale ben eretta ed un animo gentile, gli si potrà insegnare la grande arte della guerra (ovvero l’arte marziale che uccide altra gente).

Il praticante di arte marziale studia i punti vitali e rende il suo corpo una macchina bellica diventando capace di togliere la vita ad ogni aggressore, il bene non può convivere con il male e dove c’è male, il marzialista (che è tanto Yin quanto Yang) se non riesce a debellarlo con la gentilezza e la comprensione, allora sarà in grado di debellarlo con la forza (a volte il bene può placare il male ma a spesso, per “battere il male serve il male”).

Il marzialista in quanto capace di togliere la vita al prossimo colpendolo nei suoi punti vitali con la sincronicità di “mente-spirito-energia-fisico”, dev essere una persona capace di decidere “cosa fare e cosa non fare” nel migliore dei modi senza ego ne “pensiero soggettivo”; non deve avere quello che in occidente viene chiamato “pensiero malvagio” portato da “satana” (il male cristiano che “tenta” la mente), dev essere “puro” di cuore senza nulla che lo lega ai “peccati capitali” e alla voglia personale di supremazia e comando sugli altri, il praticante di arti marziali tradizionali prima di fare l’alchimia interna per il salto quantico spirituale (in passato erano tutti “credenti”, l’ateismo è un qualcosa di questo tempo mentre in passato erano tutti interessati ad un percorso di evoluzione spirituale) deve ovviamente imparare le “buone” abitudine per potersi chiamare “persona corretta” (persona dai buoni principi e una mente sana e equilibrata) e quindi non deve “perdere attenzione” in modo “inutile” nei “piaceri carnali” che portano ad essere viziosi, egoisti e lontani dagli stadi più sottili dell’animo (malvagio è anche colui chi si occupa esclusivamente del suo “torna conto” non pensando che il suo “bene” potrebbe andare contro il “bene” di altri).

Il marzialista ha un grossissimo potere e responsabilità, “la sua palestra è la strada” e dev’essere un saggio per poter decidere il “da farsi”  anche nella più particolare delle situazioni. Il credente buddista lotta contra la reincarnazione (per uscire dalla catena della vita materiale) e cerca quindi con la pratica spirituale (la vera “via” del Bushido) di avere un salto quantico che gli permetta di illuminarsi in questa vita (uscendo cosi dal ciclo delle reincarnazioni) attraverso la pratica meditativa e di accumulo energetico (attraverso il QiGong e l’alchimia, acquista quell energia che oltre a permettergli di difendersi, gli serve anche per creare un salto quantico spirituale per comprendere i “segreti” del Tao ed unirsi al Tao). L’universo era il Wu (il vuoto che tutto può creare) che poi divento il Taiji dividendosi in Yin e Yang (le polarità estreme), le quali crearono i 5 elementi che formarono poi i trigrammi del Bagua e diedero vita agli infiniti mutamenti dell’uni-verso; il marzialista tradizionale fa il lavoro inverso alla creazione di ciò che conosciamo (attraverso la pratica spirituale) per tornare al Wu, ovvero usa gli infiniti mutamenti per l’alchimia di 5 elementi (cuore-fuoco, polmone-metallo, reni-acqua, fegato-legno, stomaco-terra) collegandosi e scoprendo le due polarità opposte di Yin e Yang per tornare al Wu trascendendo il tutto.

Non dimentichiamo che l’arte tradizionale che studia anche i “poteri della mente” e dell’energia, nasce in un clima di assoluta credenza spirituale.

La vita non è lineare come nella filosofia occidentale (nasco e muoio: se sono cristiano e mi va bene andrò in paradiso altrimenti andrò all’infero) ma è circolare (cioè fatta di ripetizioni a catena di vite, di reincarnazioni, come se la vita fosse una sorta di purgatorio e “prova” – che è condizionata dalla vita precedente e può influenzare la vita passata, tutti i “problemi” che abbiamo in questa vita sono prove che se non supereremo, avremo anche nella vita “successiva”). Se togli la spiritualità  dall arte marziale tradizionale non puoi parlare di arte marziale.

Complessità del ZhanZhuang

Complessità del ZhanZhuang

In occidente spesso accade che basti saper “chiudere” una posizione di “yoga” decentemente per sentirsi migliore di altri e farsi subito una foto per mettersi in mostra “mondiale” su facebook o istagram manifestando tutta la propria vanità e aspettandosi pure gli applausi (tradotti in “mi piace”) della gente (spesso “amici virtuali”) e amandosi sempre di più senza alcuna vergogna (nulla di più lontano dal vero spirito dello yoga che non ha nulla a che vedere col mettersi in mostra ostentando quanto si è bravi nel tenere una “posizione” in costume da bagno in spiaggia, tanto più che in occidente l’80% dei maestri di yoga arriva dalla danza quindi le posizioni sono tenute senza sforzo e senza un vero percorso yogico, un percorso che scioglie il muscolo per liberare la mente e sbloccare il fluire dell’energia (lo yoga è il percorso non è la posizione).
Un danzatore in crisi che per tirare su qualche soldi si mette ad insegnare yoga perché pensa che lo yoga sia il tenere la posizione sbaglia e rovina tutti gli allievi, come anche chi da importanza alla “chiusura della posizione” e non al percorso di trasformazione interna (e consapevole) che avviene durante l’allenamento. Spesso i “maestri” di yoga (specialmente quelli che si trovano su fb o Istagram in ricerca di “mi piace” alle loro posizioni) sono talmente pervasi dal loro Ego e cosi legati all’immagine che danno di sé (che ne consegue un amore morboso per il proprio corpo che gli fa credere di essere tale “immagine” = ovvero si identificano con l’immagine che danno di sé) che sono di pessimo esempio per i propri allievi. L’era quindi dell’immagine sta rovinando anche le arti spirituali più antiche che l’uomo con fatica, abbia portato avanti nei secoli.

Questo succede anche con lo YiQuan dove molti praticanti esercitano il ZhanZhuang con la sola finalità di poter dare, nel minor tempo possibile, spintoni violenti qua e là ai loro compagni di gioco, spintoni irruenti e confusi che però chiamano FaJing.
L’essere burberi e violenti nascondendosi dietro un arte spirituale di NeiJiaQuan come lo YiQuan (considerata l’arte interna più difficile da imparare) fa comodo al proprio ego e dona una sorta di rivalsa sociale; “non sono un violento che picchia con movimenti da pazzo isterico ma faccio un arte millenaria di crescita spirituale e difesa personale, controllo la mia mente e combatto usando l’istinto primordiale perché sono in contatto con me stesso e l’universo”.

Come lo Yoga è il rifugio dei ballerini “falliti” (ovvero i ballerini che non hanno fatto fortuna col loro mestiere ma che con lo Yoga hanno trovano un’altra immagine di se ed un altro lavoro ben redditizio, dove nella danza non potevano fare carriera,  lo Yoga gli da invece la possibilità di “sfondare” visto che il loro corpo è sciolto e quindi le posizioni le possono “chiudere bene”=quello che conta tanto è l’apparenza) lo YiQuan similmente è forse diventato il rifugio dei pugili o marzialisti che non hanno mai fatto carriera nel loro ambito marziale.
Lo YiQuan superficialmente viene considerato uno stile di arti marziali interne dove basta “stare fermi” (chiamando questo “stare fermi” ZhanZhuang) , “muoversi a caso” (chiamando Jianwu questo “muoversi a caso” quando invece la “Jianwu=danza marziale” è uno dei più alti livelli di QiGong in movimento perché manifesta tutte le capacità della XiaoZhouTian e DaZhouTian quindi lo sblocco totale del meridiano Du e Ren, del Kan&Li ecc) e “colpire a caso” (chiamando questo “colpire a caso” combattimento istintivo) senza nemmeno avere il controllo e la consapevolezza delle proprie movenze. Invece lo YiQuan è un altissimo livello di NeiJiaQuan e dovrebbe essere la meta di tutti i veri marzialisti e non di chi si rifugia nel “movimento spontaneo” per colmare le sue lacune tecniche.
Lo YiQuan in Cina è la più grande delle arti marziali interne e i veri maestri di YiQuan sono ricercatissimi dai grandi amanti e praticanti di arti marziali.
Mentre invece spesso succede che in occidente lo YiQuan venga sminuito per completa ignoranza di cosa significhi fare davvero ZhanZhuang e Shili, lo YiQuan viene difatti superficialmente chiamato “box dell’intenzione” (i caratteri cinesi hanno dei concetti ben precisi e non si traducono letteralmente specialmente in questi ambiti), chiunque si può inventare mosse e dire che sono “Jianwu” create dal suo beneamato “istinto” in collegamento col “Tutto”.
Lo YiQuan è molto più complesso di un casuale “combattimento istintivo” fatto di movimenti caotici, se non si ha nemmeno la consapevolezza del proprio sé, non si può parlare di “istinto consapevole” (istinto di chi e cosa?) ne tantomeno di “corpo unico”, una mente che non domina il corpo non può fare la Jianwu, che prevede che la “mente” scenda nel corpo per renderlo “attivo” con quello che in Cina viene chiamato “Yi” (questo “Yi” è lo “Yi” di “connessione” ed “unità” e non c’entra con lo “Yi” di YiQuan che prende invece il significato di “intenzione” e “mente cosciente”) controllato poi dai “meridiani energetici” (della MTC) e dal “sistema nervoso” (difatti non c’entrano i muscoli nelle arti marziali interne).
Quindi prima che il corpo si muova istintivamente, bisogna creare il “corpo unico” o “corpo taoista” (una nuova “macchina biologica” controllata e pervasa dallo Yi della mente-quindi lo Yi dentro il Shen). Nelle arti interne (che non sono fatte di  “mosse” e “tecniche prestabilite” anche se alcune puntano sullo studio della “forma codificata”) non si usa di certo il corpo che si ha già in dotazione da mamma natura (si una un altro corpo, quello “costruito” col QiGong del ZhanZhuang).
Per questo vengono chiamate “Arti Alchemiche” (NeijiaQuan) perché mutano dall’interno tutto l’essere con esercizi di “Mente”(Yi) ed “Energia”(Qi).
E ovviamente col QiGong non si può essere “autodidatti” come stranamente molti pensano, probabilmente influenzati dalla corrente NewAge dove “ognuno è maestro di se stesso” (altra frase presa in modo molto superficiale e individualistico sostanzialmente per “facilitarsi la vita” e “non ascoltare altri sentendosi più liberi e sempre nel giusto senza mai errori perché si seguono solo le proprie esperienze”).
L’esperienza di vita come anche la meditazione è ovvio che ci forma facendoci acquistare maggiore consapevolezza ma l’esperienza nella pratica dev’essere accostata da un serio lavoro di “Alchimia” NeiJia (seno si va per tentativi di tecniche sperimentali buttando millenni di studi e prendendosi tutti i rischi) che dev’essere strutturata come una vera scuola “alchemica” che porta lo studente dalla “A-Base-Asilo” alla “Z-Avanzata-Università” perché è una vera “Scienza” che sà bene che facendo la tecnica “A” si arriva al risultato “B” e facendo la tecnica “C” su una struttura “B” si arriva al risultato di “D” e cosi via. La MTC (medicina tradizionale cinese) come l’Agopuntura derivano dal QiGong (non il contrario come alcuni pensano) ovvero la medicina cinese deriva dalla conoscenza sottile dell’essere umano (dai suoi “Meridiani” ai suoi “Punti Energetici”) e come nel QiGong (studio di come usare il Qi/energia), si sa che se si stimola quel punto preciso, si avranno determinate risposte fisiche ed energetiche), altrimenti millenni di tecniche per poi arrivare nell’era del “so tutto io prendendo un po qui e un po là” quando invece avremmo già a disposizione un metodo formato nei millenni ed efficacissimo al 100%. In Cina tutti i praticanti seri arrivano a livelli altissimi.
Il metodo efficacie esiste.
E’molto difficile da imparare (il NeiJia non è un gioco) e richiede costanza, tempo e dedizione.
Il vero QiGong (diverso da l’auto-ipnosi, il training-autogeno o la ginnastica dolce) è un reale metodo di alchimia ed è difficile e anche pericoloso se fatto male, necessita quindi una via e un metodo “fai A e succede B e dopo che è successo B devi fare C e cosi via” perché è pura “Scienza alchemica”.

Come modificare il corpo ?
Secondo la medicina cinese lo Yi può modificare il Qi e il Qi può modificare lo Shen, la materia di cui siamo costituiti (la “macchina biologica”).
/shen significa anche “spirito” ma in questo caso si intende “corpo”/

Ma come imparare ad utilizzare lo Yi ?
Il miglior modo per gestire lo Yi è “fermare” il corpo (inizialmente grazie al ZhanZhuang medico) e utilizzare solo la mente all interno di uno Shen fermo in ciò che viene chiamato FangSong (tradotto in relax ma è più che altro uno stato meditativo di trance dove la struttura nervosa resta attiva rilassando però tutti i muscoli).
Inizialmente la mente “viaggerà” in luoghi assurdi e inutili (non saprà vivere il momento perchè sarà sempre nel passato, nel futuro o in luoghi surreali) ma col tempo, imparerai a dominarla e gestirla, insegnandogli a vivere e percepire il famoso “qui ed ora”.
La mente dovrà poi creare delle “visualizzazioni” (ben definite durante i secoli da esperti alchimisti e non “campate a caso”) per influenzare lo spostamento dell’energia del corpo e lavorare quindi sui “meridiani” per creare delle “connessioni” nella macchina biologica (come delle autostrade che collegano le varie città). Questo serve per formare il “corpo unico” (corpo che serve anche per le arti marziali di origine taoista).

Ci sono diversi tipi di ZhanZhuang e ogni ZhanZhuang ha diverse “visualizzazioni”, ognuna da lavorare con cura prima di passare alla successiva (non è vero che impari una visualizzazione e la porti avanti tutta la vita-come abbiamo detto la visualizzazione A porta una reazione B nello Shen che porterà una salita di gradino e quindi una nuova tecnica – ovvero una nuova e più potente vsualizzazzione per una nuova e più potente trasformazione). Per ogni ZhanZuang ci sono circa 5 livelli di visualizzazione prima di passare al NeiJia Gong.

“Ogni ZhanZhuang ha diverse visualizzazioni che mirano ad un diverso tipo di risposta psicofisica. Dopo aver fatto tutte le visualizzazioni ci sono poi altri tipi di ZhanZhuang a cui prestare attenzione”.

Dopo aver fatto il sistema delle visualizzazioni (quindi dopo aver fatto lo YangShenGong del ZhanZhuang-e per YangShenGong si intende “nutrire lo spirito” con le “tecniche statiche” che lavorano sullo “Yi”) si passerà al NeiJiaGong del ZhanZhang (pura “alchimia interna”) dove non è più lo Yi a lavorare sul Qi in modo indiretto (cioè attraverso la “visualizzazione”) ma è la mente scesa nel corpo dopo l’ “apertura” di tutti i meridiani che gestisce pienamente il Qi (ormai trasformato in un’altra essenza sottili-cioè non più il Qi di cui si parlava all’inizio della pratica) in modo pienamente consapevole e cosciente (in modo diretto e voluto).
A questo punto non c è più Yi , Shen e Qi perchè lo Yi-mente è fuso sia col Shen-corpo che con il Qi-energia e quindi diventa NeiJiaGong (in una scuola sarebbe un livello da Università) e non più YangShenGong (livello da Liceo), dove invece la mente usa il suo potere di visualizzazione per influenzare lo Shen e di conseguenza il suo Qi.

Nel NeiJiaGong siamo nel pieno della tradizione alchemica taoista, millenni di studio del Qi a portata di mano. Chi pensa quindi che lo YiQuan sia facile perché si diventa forti stando “fermi ad aspettare” si sbaglia di grosso, nell’YiQuan si sta “fermi” in ZhanZhuang perché si lavora sulla mente (Yi) all’interno del corpo (Shen) nelle posizioni mediche di ChengBao (abbraccio della palla) e altre posizioni che hanno dei fini ben precisi.

Se hai costanza, pazienza e voglia di scrutare nei meandri della tua testa e del tuo corpo per trasformarti in un “nuovo essere” e creare il “corpo unico”, allora lo YiQuan e le arti interne fanno per te e noi della B.Y.T.C. ti aspettiamo per darti la possibilità di conoscere questa meravigliosa cultura.

 

Varese Yiquan e Taiji Qigong e Xinshen

Yiquan a Varese; era da molto tempo che a Varese non vi era la presenza di una figura professionalmente preparata sia dal punto di vista terapeutico attraverso il QiGong, sia dalla reale preparazione alla difesa personale con l’arte interna di origine taoista yiquan e taiji xinshen.

L’Istruttore BYTC Francesco Archan potrà soddisfare tutte richieste in ambito di tradizione marziale e benessere derivate dalla cultura e filosofia taoista divulgate dalla Beijing Yiquan Training Center (BYTC).

La meditazione taoista è una tra le più antiche tecniche di meditazione al mondo e affonda le sue radici nell’antica Cina. Si tratta di una meditazione senza una vera e propria tecnica o nozioni prefabbricate: nel taoismo, infatti, la natura stessa della nostra esistenza è una totale meditazione del cosmo però attraverso lo studio della medicina cinese, si può capire come la mente può influenzare il corpo e modellarne le energie, riuscendo perfino a sciogliere blocchi e rimodulando le frequenze interne per riassettare la struttura scheletrica.

Il zhanzhuang è il qigong che sta alla base delle discipline di modellazio energetica taoista sia per quanto riguarda la riabilitazione che per quanto riguarda la difesa personale studiata col taiji e ovviamente con lo yiquan; lo yiquan è il sistema di difesa marziale più completo che esista perchè parte dal presupposto che per difendersi, c è bisogno di possedere una mente e un corpo sano e reattivo e per questo punta il 100% della sua attenzione all aspetto di “miglioramento capacità fisiche” con gli esercizi salutistici che fungono anche alla longevità.

Lo Yiquan (in Occidente chiamato anche  “pugilato dell’intenzione” o “box istintiva”) è un metodo di qigong diretto che riprende tutta l’essenza dei sistemi tradizionali delle arti interne cinesi, da quelle dell alchimia suprema per la “morte coscente” e l’“auto guarigione”  a quelle più marziali della “camicia di ferro” o il “palmo d’acciaio”. Lo yiquan è il sistema di arte interna più completo e si base su tre aspetti fondamentali:

–yiquan per il nutrimento della vita (yang sheng qigong), riempie l’organismo di energia vitale

– yiquan per l’arte del combattimento, rende il corpo elastico ed esplosivo

– yiquan per la centratura, rende più consapevoli e mette in condizione di poter risolvere tutti i problemi o scompensi interni

L istruttore Francesco Paruccini lo si può contattare allo 3487494650 per una lezione di prova al sistema BYTC. una volta sperimentato il metodo e ritenuto valido ed efficace per la propria salute e sicurezza, ci si potrà iscrivere alla BYTC e diventare membri ufficiali del nostro team.

Francesco è cresciuto fin da piccolo nello spirito delle arti marziali e delle culture olistiche praticate in famiglia e con Maestri orientali. Comincia Negli Anni 90 a visitare gran parte dell’Asia risiedendo per lunghi periodi in India, Nepal, Indonesia, Filippine, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam, Birmania, Malesia. Questo “girovagare” concilia la passione della scoperta allo studio delle “pratiche marziali” di quei luoghi misteriosi che hanno dato origine alla cultura marziale asiatica. Il debutto marziale nei primi anni 80 avviene con il Judo, presto affiancato alla Boxe Occidentale; Negli anni 90 conseguita la qualifica di Istruttore FILPJK-CONI (Federazione Italiana Lotta Pesi Judo Karate) inizia l’insegnamento della cultura marziale collaborando con diverse palestre del ‘Varesotto’; Verso la metà degli anni 90 non ancora soddisfatto della preparazione marziale si dirige verso altre Arti approdando al Jeet Kune Do e verso le discipline per lo studio della Difesa Personale (Silat Indonesiano, Kali Filippino e Ju Jitsu). Raggiunta la qualificha di istruttore, collabora con Enti Locali e alcune associazioni della Provincia di Varese anche tenendo corsi di “Difesa Personale” e minicorsi per la formazione degli Operatori di Polizia Locale; Negli anni 2000 e successivi, stanco anche dell’eccessivo carico di lavoro ‘esterno’ marziale unito a diversi infortuni, si avvicina al QiGong e comincia così lo studio delle “arti marziali interne” con lo studio del Tai Chi stile Yang e dello Yiquan-Dachengquan;Visti i buoni risultati a livello salutistico si appassiona e decide di proseguire; ne consegue la qualifica di Istruttore PWKA (Professional Wushu Kung Fu Association) e comincia così a tenere corsi settimanali di Yiquan e Kung Fu Nei Dan; Nel 2010 decide di approfondire la conoscenza al TuiShou (Push Hands) e QiGong interno e contatta così il Maestro Shifu Davide De Santis dello stile di Yiquan e Tai Chi XinShen della scuola B.Y.T.C. che seguo seriamente e costantemente fino a diventare Istruttore B.Y.T.C. nel 2011, prosegue quindi gli studi collaborando con la scuola B.Y.T.C. approfondendo le applicazioni marziali degli stili interni; Lo studio marziale degli ultimi vent’anni è sempre stato accompagnato dalla naturale evoluzione in ambito spirituale: con la pratica della meditazione Zen o Vipassana appresa In Thailandia e India durante lunghi ritiri e in ambito salutistico nello studio e nella pratica delle le metodiche mediche che insieme alle Arti Marziali e al Qi Gong costituiscono la base della M.C.T.C. (medicina tradizionale cinese) studiando Qi Gong Medico-TuiNa-Shatsu-Anma-Fitoterapia; nel 2017 l’A.C.S ente di promozione sportiva affiliato al CONI li riconosce la qualifica di Maestro in Qi Gong e Wushu (arti marziali cinesi).

TuiShou-ChiSao-Competition

TuiShou-ChiSao-Competition

TORNEO INTERNAZIONALE E INTERSTILE DI TUISHOU E CHISAO DI 3 Giugno a Robbiano Mediglia (Milano): primo torneo di TuiShou Europeo col fine di creare un Team occidentale per andare in Cina a competere coi cinesi.

Guarda il REGOLAMENTO e richiedici il MODULO ISCRIZIONE per il torneo di Maggio e preparati alla gara di TuiShou multidisciplina dove ogni scuola è invitata e può partecipare dimostrando le proprie capacità.

non è una sfida eroica, egoica o di scuole ma un confronto di sensibilità all’intrappolamento del PushHands che mette a paragone la capacità di controllo dei praticanti attraverso le diverse metodologie legate ai diversi lignaggi.

Il TuiShou della BYTC è inteso come PushHands completo di tutti i principi di “gestione forza ed energia” delle così dette arti interne; gestione di forze significa avere la capacità di adattarsi alle “spinte” e “pressioni” dell “avversario”.

Ogni mutamento di forza dell “avversario”, comporta un adattamento plastico da parte di chi sta cercando di utilizzare la forza a suo vantaggio.

La mutevolezza di forma del praticante è equivalente proporzionale al suo livello di Qigong interno, per questo motivo il Tuishou e il Chisao sono ottimi “esercizi di coppia” per verificare la propria comprensione della “forme a vuoto” del Qigong inerente all arte praticata.

Non importa che stile utilizzi: sia che stai usando il Tajiquan e sia che stai usando il Bagua o il Wingchun, sia che fai uscire questa forza di spinta in modo circolare ai lati del corpo per non perdere l’equilibrio e far cadere l “avversario” e sia che l assorbi e la rimetti dentro la “linea centrale” dell avversario usando la propulsione a cuneo, puoi partecipare a questa gara perchè con noi ti muovi come vuoi purché tu possa utilizzare sempre i principi di sensibilità e utilizzo della forza dell avversario; quindi Taji Tuishou VS Yiquan Tuishou VS chisao wingchun VS bagua tuishou ecc ecc basta essere “attaccati” e sensibili e poi ognuno farà ciò che vuole nel rispetto delle Regole dinamiche del tuishou e chisao.

Qui sotto invece le REGOLE di gioco per questa competizione tra sensibilità e capacità di radicamento dinamico

A MAGGIO DI OGNI ANNO le qualificazione in Italia (esattamente a Milano) della Beijing Yiquan Training Center per il primo torneo INTERSTILE di Tuishou in Cina, per partecipare bisognerà richiedere il modulo di iscrizione mandando una richiesta ufficiale alla nostra pagina evento https://m.facebook.com/European-Push-hands-chisao-tuishou-Competition-137024803658956/  Oppure scrivendo a info@yiquancenter.com

Nel modulo d iscrizione troverete quindi tutte le informazioni per partecipare al PRIMO TORNEO di scuole miste in Italia, competizione che funge anche come primo torneo di qualificazione per la squadra europea che in Cina parteciperà contro la squadra cinese. QUESTA COMPETIZIONE SI SVOLGERÀ OGNI MAGGIO DELL’ANNO A PARTIRE DALL’ANNO 2018.

REGOLAMENTO (copyright) 

Punteggio e Possibilità

1 PUNTO trovare traiettoia (ad incrocio o rettilineo) per colpire l’avversario

2 PUNTI proiezione a terra

3 PUNTI spostare l’avversario senza toccargli il busto ( controllarlo e spingerlo attraverso la spinta braccia a braccia)

3 PUNTI spostare le braccia dell avversario per spingerlo subito dopo ( se prima della spinta si inserisce un colpo ci sarà 1 PUNTO in più )

Penalità/Divieti

1 – Vietato tenere le mani dell avversario afferrandogli i polsi o afferrandogli le mani (l’avversario lo si controlla col “tuishou” e col “chisao” e non “bloccandogli” con la forza delle mani).

2 – Vietato “scappare dal tuishou” (Vietato staccarsi per colpire o staccarsi per paura di essere colpiti).

3 – Vietato colpire forte, colpire senza controllo (pugni “lanciati” con rabbia e agitazione) e colpire alla testa.

4 – Vietato usare i colpi di gambe

5 – Se si intende eseguire una proiezione bisognerà concluderla nell’arco di 3 secondi

 

Yiquan! Ne parla l’Istruttore Avanzato Gaspare Ribaudo

Yiquan! Ne parla l’Istruttore Avanzato Gaspare Ribaudo

YIQUAN: spiegazione semplice

Che cos’è l’Yiquan? Le domande poste semplicemente in questo modo spesso mettono in crisi, questo perché vorresti spiegare un intero mondo, ma la domanda è molto più semplice e diretta, quindi la risposta dovrebbe esserlo altrettanto.

Per sintetizzare si potrebbe affermare che si tratta di un’arte marziale che condensa al suo interno, quelli che il suo fondatore (Wang Xiang Zhai, 1885 – 1963) dopo anni di ricerca e studio, ritenne che fossero i principi migliori utilizzati dagli stili marziali interni appartenenti alla tradizione cinese. Il fondatore dell’Yiquan di fatto non inventa nulla, bensì recupera e valorizza tecniche e pratiche, che per vari motivi si stavano trasformando o peggio ancora perdendo.

Non dobbiamo dimenticare, che in quegli anni la rivoluzione culturale avvenuta nella Repubblica Popolare Cinese, non ha certo giovato (per utilizzare un eufemismo) alle arti marziali e non solo.

Lo studio e la pratica dell’Yiquan prevedono una vasta gamma di esercizi e tutti passano attraverso uno studio attento e meticoloso dei vari livelli di Qi Gong (sia Yăngshēng che Neijia), si può affermare tranquillamente che non esiste Yiquan senza Qi Gong. Lo studio del Qi Gong porta a una trasformazione totale dell’essere e crea una nuova struttura energetica che si manifesta anche a livello fisico, questo tipo di forza è generalmente chiamata forza o energia interna.

Nell’Yiquan ogni espressione avviene tramite la gestione di questo tipo di forza che, in base al tipo di Qi Gong lavorato, può manifestarsi all’esterno con movimenti anche molto diversi fra loro, questi possono essere: lenti, fluidi e morbidi oppure molto piccoli, veloci e potenti.

La forza interna, così come il movimento energetico, per motivi meccanici e anatomici dell’essere umano ovviamente non possono che manifestarsi tramite movimenti “esterni”; è fuor di dubbio che se muovo un braccio lo faccio con l’utilizzo del corpo e dei suoi muscoli. Ciononostante, in questo caso l’input del movimento non è dettato dal cervello cosciente, ma dal fluire dell’energia (o Qi) all’interno del corpo. Si potrebbe dire, che il movimento avviene in virtù del fatto che qualcosa si è manifestato all’interno del corpo e poi è fluito dentro il mio braccio scuotendolo fino a farlo muovere. In questo caso però, il braccio che si muove è l’unica parte visibile (o terminale) di tutto un movimento energetico avvenuto all’interno.

La definizione che ho fornito qui è molto sintetica e “occidentale”, in realtà questa tematica ha radici molto profonde che affondano nella cultura e nella medicina tradizionale cinese. Personalmente, credo che la forza interna sia più facile sperimentarla che spiegarla. Ad ogni modo, chi volesse approfondire l’argomento può attingere alla vasta letteratura ormai disponibile a tutti. Ma torniamo alla domanda iniziale.

Nell’Yiquan non esistono tecniche (mosse) o sequenze codificate (forme) come negli stili esterni (ad esempio, karate o judo), ma questo non significa che ci si possa muovere a casaccio o inventarsi le cose. I movimenti sono determinati dal tipo e dal livello di Qi Gong che si sta lavorando e, si badi bene, che un occhio esperto è comunque in grado di comprendere se il movimento rispecchia i giusti principi oppure no.

“Esercizio di TuiShou per la comprensione del radicamento strutturale e la sensibilizzazione del corpo agli stimoli esterni quali forze di spinta e sbilanciamenti. La mente e la muscolatura devono essere estremamente rilassate per poter manipolare il corpo adattandolo alle necessarie modificazioni di peso e bilanciamento, durante lo svolgimento del TuiShou.”

Contrariamente a quello che è un pensiero abbastanza diffuso tra i non addetti, l’Yiquan è un’arte molto difficile da imparare, richiede moltissimo impegno e dedizione e tante tante ore di pratica, anni! L’apprendimento può risultare complesso e, a volte, può capitare di essere rallentati o addirittura bloccati dalle false chimere, dall’idea di essere diventati “bravi”. La pratica deve attenersi rigorosamente alla tradizione e non deve saltare nessun passaggio, diffidate da tutti quelli che annacquano un antico lignaggio per farvi credere che sia “semplice”, questi maestri possono avere anche molti allievi ma mentono a se stessi e agli altri, in definitiva rendono un pessimo servizio alle arti marziali e alla collettività in genere.

Le sessioni di studio devono puntare a sistemare prima l’accoppiata corpo-mente e, solo dopo, possono prendere in considerazione l’alchimia interna e l’aspetto marziale.

Non si può parlare di crescita marziale se prima non si sistemano gli aspetti concernenti il benessere fisico, psichico ed energetico. Non può esserci marziale senza benessere psico-fisico.
Con l’Yiquan la crescita non ha mai fine, non esistono limiti, se non quelli imposti dalla tua mente.

A cura di Gaspare Ribaudo (istruttore B.Y.T.C. di Torino) .
Un ringraziamento particolare all’istruttore e amico Eduardo De Gregorio, il quale ha collaborato alla stesura di questo brevissimo pensiero.