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Per la B.Y.T.C. il TaiJi Quan è la massima manifestazione di espressione corporea di benessere e salute. Dal movimento del TaiJi si vede il livello di benessere del praticante; la mobilità della spina dorsale è proporzionale al rilassamento muscolare locale e, come sappiamo, la muscolatura contratta influenza, oltre alla postura, anche il corretto lavoro degli organi, e quindi, dai movimenti del TaiJi, si potrebbe mappare lo stato emozionale ed energetico del praticante.

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Nella cultura antica cinese il TaiJi rappresenta gli opposti attratti ed è la perfezione armonica tra le forze Yin e Yang. I trigrammi che solitamente sono attorno il simbolo del TaiJi interpretano gli infiniti mutamenti e adattamenti della natura e che l’essere umano dovrebbe comprendere ed assimilare (adattarsi è indispensabile per la sopravvivenza). Il corpo dovrebbe sapere come adeguarsi in ogni situazione sia esterna che interna, per combattere malattie batteriche, virus, stress, attacchi esterni di malviventi e squilibri emozionali.

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L’energia di cui l’uomo necessita e la risposta d’azione (nel caso di malattia l’azione la fanno le difese immunitarie) cambia moltissimo a seconda della struttura mentale dell’individuo, del sesso, età, statura (al di la degli aspetti psicologici una persona alta e robusta ed una persona piccola e gracile avranno un approccio alla realtà circostante differente), peso, stato ormonale, alimentazione, temperatura ambiente (chi vive al sud sarà diverso da chi vive al nord per l’abitudine mentale ad affrontare la vita per i suoi aspetti più primitivi di sopravvivenza con soluzioni differenti); bisogna conoscersi a diversi livelli per adattarsi all’ambiente circostante e per vivere in armonia col tutto.

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La Forma B.Y.T.C. (movimenti prestabiliti che necessitano di un’apertura dei canali per muovere il Qi nei punti che la Forma richiede e che mettono in difficoltà il corpo) in realtà è un consiglio di viaggio, cammino, spostamento, variazione di movimento, mossa e, se eseguito a livello prettamente interno e non solo come imitazione esterna di gesti, un allenamento difficilissimo . La Danza dell’essenza del TaiJi eseguita correttamente fa si che il “Qi” passi da un organo/meridiano all’altro preparando il corpo  a movenze spontanee terapeutiche e di matrice marziale; ne uscirà una sorta di forma personale che cambia a seconda dell’umore e dell’utilizzo; prima di eseguire un movimento della Forma B.Y.T.C. che si possa veramente definire un movimento consapevole dettato dall’unione di “mente-corpo-forza interna/esterna-volonta ed intenzione consapevole” bisogna studiare bene il Qi Gong (lavoro sulle energie). Le posizioni statiche del QiGong ci riempiono di vitalità riequilibrando il “Qi”, la muscolatura posturale e la struttura interna, donando un senso di pienezza energetica. La Forma B.Y.T.C. ha dei movimenti molto complicati che costringono il corpo ad un divenire di pieno e vuoto. Il corpo diventa come un grosso polmone che espira ed inspira e la spina dorsale è come un serpente che muove le braccia come ali.

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Fondamentale aver aperto i meridiani e ripulito il corpo affinché il “Qi” possa scorrere ovunque la mente gli comandi; occorrerà aver già lavorato molto sul DanTian (centro energetico sotto l`ombelico) ed aver aperto e sistemato le strade\meridiani per muovere l’energia dalla testa ai piedi. Sappiamo che i blocchi e i nodi fisici influenzano le emozioni e che viceversa le emozioni irrigidiscono fasce muscolari corrispondenti agli organi messi in causa. Dal movimento di una persona si puo`quindi leggere e dedurre la sua personalità, il suo stato emozionale e quello psicologico, ciò che si ha all’interno della mente influenza anche l’esterno del corpo e siccome per la Forma B.Y.T.C. è doveroso essere sciolti e armonici, questo significa che i blocchi mentali, emozionali e quindi fisici dovranno essere solo un lontano ricordo. E’ quindi essenziale lo studio del Qi Gong terapeutico per uscire dall’armatura e dalla maschera che ci si è costruita negli anni per sopravvivere nella società attuale con le relative ideologie; bisogna trovare il centro e riscoprire noi stessi e le qualità più “nascoste” che ci appartengono attraverso il sentire, impugnando il contatto tantrico con le forze della natura e dell’universo. Io sono l’unico caposcuola di questa particolare Forma di Taiji (che al suo interno ha movimenti interni di QiGong classici del Bagua, XinYi e BaJi) e unico discendente di Hong e del monaco abate DongYang del “Tempio del Fuoco e della Nuvola” (dove ho vissuto per un periodo e tuttora ho accesso in quanto discendente di Hong e DongYang) La Forma è divisa in pacchetti di movimenti che col tempo si vanno ad assemblare come in un puzzle, dona apertura mentale, adattamento alle situazioni circostanti imprevedibili e longevità in quanto ogni pacchetto lavora su principi energetici della MYC (medicina tradizionale cinese).