Davvero sai cosa sia il ZhanZhuang dell’YiQuan e delle arti interne ? In questo articolo passeremo dalla moda dello Yoga per arrivare alla NewAge del QiGong e la vera arte millenaria del ZhanZhuang.

In occidente spesso accade che basti saper “chiudere” una posizione di “yoga” decentemente per sentirsi migliore di altri e farsi subito una foto per mettersi in mostra “mondiale” su facebook o istagram manifestando tutta la propria vanità e aspettandosi pure gli applausi (tradotti in “mi piace”) della gente (spesso “amici virtuali”) e “amandosi” e compiacendosi sempre di più senza alcuna vergogna (nulla di più lontano dal vero spirito dello yoga che non ha nulla a che vedere col mettersi in mostra ostentando quanto si è bravi nel tenere una “posizione” in costume da bagno in spiaggia, tanto più che in occidente l’80% dei maestri di yoga arriva dalla danza quindi le posizioni sono tenute senza sforzo e senza nessun vero percorso yogico-un percorso che scioglie il muscolo per liberare la mente e sbloccare il fluire dell’energia (lo yoga è ovviamente il percorso non la posizione finale).
Un danzatore in crisi che per tirare su qualche soldi si mette ad insegnare yoga perché pensa che lo yoga sia il tenere la posizione sbaglia e rovina tutti gli allievi, come anche chi da importanza alla “chiusura della posizione” e non al percorso di trasformazione interna (e consapevole) che avviene durante l’allenamento. Spesso i “maestri” di yoga (specialmente quelli che si trovano su fb o Istagram in ricerca di “mi piace” alle loro posizioni) sono talmente pervasi dal loro Ego e cosi legati all’immagine che danno di sé (che ne consegue un amore morboso per il proprio corpo che gli fa credere di essere tale “immagine” = ovvero si identificano con l’immagine che danno di sé) che sono di pessimo esempio per i propri allievi. L’era quindi dell’immagine sta rovinando anche le arti spirituali più antiche che l’uomo con fatica, abbia portato avanti nei secoli.

Questo succede anche con lo YiQuan dove molti praticanti esercitano il ZhanZhuang con la sola finalità di poter dare, nel minor tempo possibile, spintoni violenti qua e là ai loro compagni di gioco, spintoni irruenti e confusi che però chiamano FaJing.
L’essere burberi e violenti nascondendosi dietro un arte spirituale di NeiJiaQuan come lo YiQuan (considerata l’arte interna più difficile da imparare) fa comodo al proprio ego e dona una sorta di rivalsa sociale; “non sono un violento che picchia con movimenti da pazzo isterico ma faccio un arte millenaria di crescita spirituale e difesa personale, controllo la mia mente e combatto usando l’istinto primordiale perché sono in contatto con me stesso e l’universo”.

Come lo Yoga è il rifugio dei ballerini “falliti” (ovvero i ballerini che non hanno fatto fortuna col loro mestiere ma che con lo Yoga hanno trovano un’altra immagine di se ed un altro lavoro ben redditizio, dove nella danza non potevano fare carriera,  lo Yoga gli da invece la possibilità di “sfondare” visto che il loro corpo è sciolto e quindi le posizioni le possono “chiudere bene”=quello che conta tanto è l’apparenza) lo YiQuan similmente è forse diventato il rifugio dei pugili o marzialisti che non hanno mai fatto carriera nel loro ambito marziale.
Lo YiQuan superficialmente viene considerato uno stile di arti marziali interne dove basta “stare fermi” (chiamando questo “stare fermi” ZhanZhuang) , “muoversi a caso” (chiamando Jianwu questo “muoversi a caso” quando invece la “Jianwu=danza marziale” è uno dei più alti livelli di QiGong in movimento perché manifesta tutte le capacità della XiaoZhouTian e DaZhouTian quindi lo sblocco totale del meridiano Du e Ren, del Kan&Li ecc) e “colpire a caso” (chiamando questo “colpire a caso” combattimento istintivo) senza nemmeno avere il controllo e la consapevolezza delle proprie movenze. Invece lo YiQuan è un altissimo livello di NeiJiaQuan e dovrebbe essere la meta di tutti i veri marzialisti e non di chi si rifugia nel “movimento spontaneo” per colmare le sue lacune tecniche.
Lo YiQuan in Cina è la più grande delle arti marziali interne e i veri maestri di YiQuan sono ricercatissimi dai grandi amanti e praticanti di arti marziali.
Mentre invece spesso succede che in occidente lo YiQuan venga sminuito per completa ignoranza di cosa significhi fare davvero ZhanZhuang e Shili, lo YiQuan viene difatti superficialmente chiamato “box dell’intenzione” (i caratteri cinesi hanno dei concetti ben precisi e non si traducono letteralmente specialmente in questi ambiti), chiunque si può inventare mosse e dire che sono “Jianwu” create dal suo beneamato “istinto” in collegamento col “Tutto”.
Lo YiQuan è molto più complesso di un casuale “combattimento istintivo” fatto di movimenti caotici, se non si ha nemmeno la consapevolezza del proprio sé, non si può parlare di “istinto consapevole” (istinto di chi e cosa?) ne tantomeno di “corpo unico”, una mente che non domina il corpo non può fare la Jianwu, che prevede che la “mente” scenda nel corpo per renderlo “attivo” con quello che in Cina viene chiamato “Yi” (questo “Yi” è lo “Yi” di “connessione” ed “unità” e non c’entra con lo “Yi” di YiQuan che prende invece il significato di “intenzione” e “mente cosciente”) controllato poi dai “meridiani energetici” (della MTC) e dal “sistema nervoso” (difatti non c’entrano i muscoli nelle arti marziali interne).
Quindi prima che il corpo si muova istintivamente, bisogna creare il “corpo unico” o “corpo taoista” (una nuova “macchina biologica” controllata e pervasa dallo Yi della mente-quindi lo Yi dentro il Shen). Nelle arti interne (che non sono fatte di  “mosse” e “tecniche prestabilite” anche se alcune puntano sullo studio della “forma codificata”) non si usa di certo il corpo che si ha già in dotazione da mamma natura (si una un altro corpo, quello “costruito” col QiGong del ZhanZhuang).
Per questo vengono chiamate “Arti Alchemiche” (NeijiaQuan) perché mutano dall’interno tutto l’essere con esercizi di “Mente”(Yi) ed “Energia”(Qi).
E ovviamente col QiGong non si può essere “autodidatti” come stranamente molti pensano, probabilmente influenzati dalla corrente NewAge dove “ognuno è maestro di se stesso” (altra frase presa in modo molto superficiale e individualistico sostanzialmente per “facilitarsi la vita” e “non ascoltare altri sentendosi più liberi e sempre nel giusto senza mai errori perché si seguono solo le proprie esperienze”).
L’esperienza di vita come anche la meditazione è ovvio che ci forma facendoci acquistare maggiore consapevolezza ma l’esperienza nella pratica dev’essere accostata da un serio lavoro di “Alchimia” NeiJia (seno si va per tentativi di tecniche sperimentali buttando millenni di studi e prendendosi tutti i rischi) che dev’essere strutturata come una vera scuola “alchemica” che porta lo studente dalla “A-Base-Asilo” alla “Z-Avanzata-Università” perché è una vera “Scienza” che sà bene che facendo la tecnica “A” si arriva al risultato “B” e facendo la tecnica “C” su una struttura “B” si arriva al risultato di “D” e cosi via. La MTC (medicina tradizionale cinese) come l’Agopuntura derivano dal QiGong (non il contrario come alcuni pensano) ovvero la medicina cinese deriva dalla conoscenza sottile dell’essere umano (dai suoi “Meridiani” ai suoi “Punti Energetici”) e come nel QiGong (studio di come usare il Qi/energia), si sa che se si stimola quel punto preciso, si avranno determinate risposte fisiche ed energetiche), altrimenti millenni di tecniche per poi arrivare nell’era del “so tutto io prendendo un po qui e un po là” quando invece avremmo già a disposizione un metodo formato nei millenni ed efficacissimo al 100%. In Cina tutti i praticanti seri arrivano a livelli altissimi.
Il metodo efficacie esiste.
E’molto difficile da imparare (il NeiJia non è un gioco) e richiede costanza, tempo e dedizione.
Il vero QiGong (diverso da l’auto-ipnosi, il training-autogeno o la ginnastica dolce) è un reale metodo di alchimia ed è difficile e anche pericoloso se fatto male, necessita quindi una via e un metodo “fai A e succede B e dopo che è successo B devi fare C e cosi via” perché è pura “Scienza alchemica”.

Come modificare il corpo ?
Secondo la medicina cinese lo Yi può modificare il Qi e il Qi può modificare lo Shen, la materia di cui siamo costituiti (la “macchina biologica”).
/shen significa anche “spirito” ma in questo caso si intende “corpo”/

Ma come imparare ad utilizzare lo Yi ?
Il miglior modo per gestire lo Yi è “fermare” il corpo (inizialmente grazie al ZhanZhuang medico) e utilizzare solo la mente all interno di uno Shen fermo in ciò che viene chiamato FangSong (tradotto in relax ma è più che altro uno stato meditativo di trance dove la struttura nervosa resta attiva rilassando però tutti i muscoli).
Inizialmente la mente “viaggerà” in luoghi assurdi e inutili (non saprà vivere il momento perchè sarà sempre nel passato, nel futuro o in luoghi surreali) ma col tempo, imparerai a dominarla e gestirla, insegnandogli a vivere e percepire il famoso “qui ed ora”.
La mente dovrà poi creare delle “visualizzazioni” (ben definite durante i secoli da esperti alchimisti e non “campate a caso”) per influenzare lo spostamento dell’energia del corpo e lavorare quindi sui “meridiani” per creare delle “connessioni” nella macchina biologica (come delle autostrade che collegano le varie città). Questo serve per formare il “corpo unico” (corpo che serve anche per le arti marziali di origine taoista).

Ci sono diversi tipi di ZhanZhuang e ogni ZhanZhuang ha diverse “visualizzazioni”, ognuna da lavorare con cura prima di passare alla successiva (non è vero che impari una visualizzazione e la porti avanti tutta la vita-come abbiamo detto la visualizzazione A porta una reazione B nello Shen che porterà una salita di gradino e quindi una nuova tecnica – ovvero una nuova e più potente vsualizzazzione per una nuova e più potente trasformazione). Per ogni ZhanZuang ci sono circa 5 livelli di visualizzazione prima di passare al NeiJia Gong.

“Ogni ZhanZhuang ha diverse visualizzazioni che mirano ad un diverso tipo di risposta psicofisica. Dopo aver fatto tutte le visualizzazioni ci sono poi altri tipi di ZhanZhuang a cui prestare attenzione”.

Dopo aver fatto il sistema delle visualizzazioni (quindi dopo aver fatto lo YangShenGong del ZhanZhuang-e per YangShenGong si intende “nutrire lo spirito” con le “tecniche statiche” che lavorano sullo “Yi”) si passerà al NeiJiaGong del ZhanZhang (pura “alchimia interna”) dove non è più lo Yi a lavorare sul Qi in modo indiretto (cioè attraverso la “visualizzazione”) ma è la mente scesa nel corpo dopo l’ “apertura” di tutti i meridiani che gestisce pienamente il Qi (ormai trasformato in un’altra essenza sottili-cioè non più il Qi di cui si parlava all’inizio della pratica) in modo pienamente consapevole e cosciente (in modo diretto e voluto).
A questo punto non c è più Yi , Shen e Qi perchè lo Yi-mente è fuso sia col Shen-corpo che con il Qi-energia e quindi diventa NeiJiaGong (in una scuola sarebbe un livello da Università) e non più YangShenGong (livello da Liceo), dove invece la mente usa il suo potere di visualizzazione per influenzare lo Shen e di conseguenza il suo Qi.

Nel NeiJiaGong siamo nel pieno della tradizione alchemica taoista, millenni di studio del Qi a portata di mano. Chi pensa quindi che lo YiQuan sia facile perché si diventa forti stando “fermi ad aspettare” si sbaglia di grosso, nell’YiQuan si sta “fermi” in ZhanZhuang perché si lavora sulla mente (Yi) all’interno del corpo (Shen) nelle posizioni mediche di ChengBao (abbraccio della palla) e altre posizioni che hanno dei fini ben precisi.

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Se hai costanza, pazienza e voglia di scrutare nei meandri della tua testa e del tuo corpo per trasformarti in un “nuovo essere” e creare il “corpo unico”, allora lo YiQuan e le arti interne fanno per te e noi della B.Y.T.C. ti aspettiamo per darti la possibilità di conoscere questa meravigliosa cultura.
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Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità… non andare fino in fondo, e non iniziare.
(LaoZi)

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Il saggio esige il massimo da sé,
l’uomo da poco si attende tutto dagli altri, segue la massa e si lamenta che nulla cambia.
(LaoZi)

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Se cerchi una mano che ti aiuti nel momento del bisogno, la trovi alla fine del tuo braccio.
(Confucio)

Se nel prossimo vedi il buono, imitalo; se nel prossimo vedi il male, guardati dentro
(Confucio)pagina_taiji_04

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