Il buon senso prima di tutto…e soprattutto prima del proprio ego. La vera arte marziale è fatta anche da una controparte spirituale e di amore verso il prossimo, oltre a studiare come sconfiggere la propria ignoranza indotta, i proprio mostri e il proprio ego si studia come difendere il mondo dai demoni sia interni che esterni …la difesa personale è una difesa della propria anima e in questa visione tradizionale dell’arte marziale, il combattimento serve solamente ad acquistare più padronanza delle emozione e del proprio corpo che deve rispondere ai comandi istintivi dell’intenzione e della mente. Quindi l’arte marziale non è violenza ma è spiritualità contro la violenza perché per battere la violenza a volte (non sempre) c è bisogno di “violenza” (armi pari) positiva …ma come si può sapere che si è nel giusto? solo con una buona consapevolezza e reale visione della realtà si può dire di poter usare la “violenza” positiva per gestire il male e donare la pace, quindi il lavoro su se stessi è davvero il 90% di lavoro da eseguire davvero, altrimenti si rischi di alimentare l’ego, la voglia (il bisogno) di considerazione e affermazione, il possesso e il senso di potere verso gli altri ….Solitamente in un incontro d MMA , Pride, Bellator o simili, i lottatore quasi senza pietà se le danno di santa ragione ma per loro non è violenza negativa perché è ovviamente un lavoro ed è giusto che mettano la competizione in ciò che fanno cercando di vincere a tutti i costi, sono degli sportivi che fanno incontri pagati fior di denaro e hanno sponsor come i calciatori e fanno il loro lavoro seriamente, hanno un Team dietro le loro spalle e se perdono è ovviamente un male per tutta la squadra (che ha dedicato mesi per la preparazione del match), chi invece si allena nell’MMA per andare a fare le risse al bar o in discoteca ovviamente non ha nulla a che vedere con i professionisti dei circuiti di MMA che in teoria non bevono alcolici e vanno a letto la sera presto perché si sono allenati (hanno lavorato) tutto il giorno. Il rissaiolo che si iscrive in una palestra di MMA per fare il bullo ovviamente non ha nulla a che vedere con i professionisti di MMA. Chi si allena per se stesso e combatte NON per soldi o fama (potere) ovviamente non ci mette la cattiveria per vincere a tutti i costi se non è accecato da una rabbia interna (causata da problemi psicologici di diversa natura) e se non è pervaso dal proprio ego o dalla voglia di dimostrare agli altri qualcosa ….chi non combatte per soldi ma partecipa ad eventi sportivi per mettersi alla prova non ha bisogno di infierire troppo sol suo avversario se vede la sua superiorità (se capisce che si è allenato bene, è soddisfatto e capisce quindi di aver già vinto) ..se l’atleta coscienzioso in un incontro (senza premio in denaro finale) capisce di essere superiore all’altro può decidere di fermarsi perché dentro di sé ha già vinto …questo è ciò che è successo qualche giorno fa negli U.S.A. ..un ragazzo umile (e molto preparato) si arrende per non infierire troppo sul suo “rivale” …ciò denomina una consapevolezza notevole, non accecato dalla rabbia combatte consapevolmente e capisce ciò che sta succedendo in maniera limpida, prendendo una scelta saggia e onorevole. Questo è il carattere di un guerriero rispettabile.

Davide De Santis