Viaggio Astrale nel Tao

Viaggio Astrale nel Tao

Le tecniche per l’uscita dal “corpo fisico” e il “ viaggio astrale ” sono ricercate da alchimisti di tutte le filosofie e religioni di matrice esoterica di tutto il mondo

Ma se una persona è squilibrata e in disarmonia con se stessa (i suoi “chakra” non sono armonici e il suo Qi non scorre fluido nell’organismo) non potrà mai sperimentare realmente e in completa naturalezza questa esperienza che, anche se spacciata e “venduta” come “tecnica magica” è invece una qualità dell’essere davvero alla portata di tutti …ma pur quanto “semplice” e naturale è comunque difficilissima da realizzare in quanto i “mostri” che offuscano la mente, il cuore e l’ego del praticante, rendono la persona vittima di se stessa e schiava di una meta, di un traguardo da raggiungere con la “Forza” (volere dell ego) e quindi con la “non-naturalezza” dello sviluppo naturale dell’essere. In realtà queste “facoltà” sono “normalissime” ma se il praticante con la mente piena di mostri vuole accedere con la Forza a queste qualità, potrebbero succedere guai grossi, sempre meglio affrontare queste “esperienze” con un cuore sereno e un “corpo/mente” preparata e avendo ancor meglio al proprio fianco una guida esperta.
Se ti liberi dalla libidine e dai pensieri ossessivi del sesso (che controllano il 90% delle tue azioni) e controlli quindi i “Chakra Inferiori” nutrendo con la loro energia i “Chakra Superiori” e quindi, riesci a rendere puri i tuoi pensieri dentro un corpo armonico e sano (dove il Qi fluisce correttamente in tutti i meridiani senza abuso o disarmonia), l’uscita dal corpo diventerà una conseguenza del tuo benessere e non più un esperienza da raggiungere con fatica (attraverso una “tecnica”) e come fosse un traguardo…non avrai più bisogno della “Forza” per arrivare a questo e quando ci arriverai sarà tutto naturale e tranquillo; sarei preparato.
Le posizioni per raggiungere lo stato adatto alla fuoriuscita sono diverse e necessitano lo studio dello Shili perché è sempre lo Yi che muove il Qi e di conseguenza il corpo astrale al di fuori del “corpo fisico”…le posizioni sdraiate sono come stare in piedi volando (figura 2) e quindi completamente “rilassato” il corpo deve avere però un gran movimento di Yi e Qi nel suo interno. Se non si comprende lo YangShenGong sarà difficile entrare nella “situazione” adatta al “decollo”. Come nello ZhanZhuang il corpo è fermo ma lo Yi è in movimento.

Misteri Biologici

Misteri Biologici

Uno dei processi naturali che in questo momento è sottoposto più di altri all’indagine degli sperimentatori e dei teorici, fisici, chimici e biologi, tutti assieme a cercare di carpirne i misteri, è quello della fotosintesi, il processo in cui l’energia solare viene utilizzata per convertire l’anidride carbonica in composti organici. Pare curioso, uno s’immagina che un argomento che ha studiato sin dai primi anni di scuola sia perfettamente compreso e, nelle sue linee generali, certamente lo è.

Le piante e le alghe (ed anche i cianobatteri) sono dotate di due speciali complessi multi proteici, due fotosistemi che permettono l’assorbimento della luce ed il trasferimento di energia ed elettroni. I light harvesting complexes sono le “antenne”, costituite da proteine e pigmenti, che raccolgono la luce che viene poi catturata nel centro di reazione fotosintetico (clorofilliano). Quando la luce (la radiazione elettromagnetica in generale) investe un atomo o una molecola, complessa quanto vi pare, può accadere che un elettrone venga promosso da un livello energetico all’altro (l’energia interna di un atomo o di una molecola assume sempre livelli discreti) ma il destino di tale eccitazione è quello di durare per un tempo limitato e così la molecola si diseccita saltando ad un livello energetico più basso emettendo a sua volta radiazione elettromagnetica. Se la molecola non è isolata ma si trova invece nelle strette vicinanze di un’altra molecola, parte di questa energia di diseccitazione potrà essere trasferita dalla molecola donatrice alla molecola accettante. Gli organismi fotosintetici operano sfruttando un processo analogo e sono fatti in maniera tale da ottimizzare la rapidità di trasferimento di questa energia, con un’efficienza irraggiungibile da qualsiasi sistema artificiale, impossibile da spiegare nei termini delle classiche equazioni di diffusione.

Electronic coherence beating
Alcuni esperimenti, pubblicati dal 2004 ad oggi su Nature e Science, in particolare il lavoro di Engel et al. pubblicato su Nature nel 2007, hanno mostrato con chiarezza che questo trasferimento di energia coinvolge un fenomeno di coerenza quantistica, riportando l’individuazione di un segnale di “battito quantistico”, l’evidenza di un comportamento oscillatorio delle eccitazioni elettroniche sia nella molecola donatrice che nella molecola accettante (come le increspature che si formano quando le pietre sono gettate in uno stagno). Tali oscillazioni, incontrandosi ed interferendo costruttivamente possono generare una sovrapposizione di stati quantici che può sondare tutti i potenziali percorsi energetici e scegliere quasi istantaneamente il percorso più veloce verso il centro di reazione, senza subire costi energetici. La descrizione “classica” del processo di trasferimento di energia, quella in cui l’energia di eccitazione “salta” dai pigmenti al centro di reazione passo dopo passo, giù, lungo la scala di energia molecolare, è stata spedita definitivamente in soffitta.
Questi, in estrema sintesi, i fatti ma dai fatti alle speculazioni (nel senso buono del termine) il passo è breve ed ogni volta che appaiono fenomeni di coerenza quantistica pare quasi un obbligo tirar fuori l’entanglement. L’entanglement è un aspetto peculiare dei sistemi quantistici interagenti legato alle “relazioni reciproche” (le correlazioni) tra questi sistemi, al rapporto di mutua dipendenza che si instaura tra di essi. Mentre in Fisica Classica gli eventi che avvengono in una certa regione spazio-temporale non possono essere influenzati da un cambiamento che avviene in un’altra regione spazio-temporale distante, quando due sistemi quantistici sono correlati è impossibile descriverli come due entità separate, indipendentemente dalla distanza che li separa. Una correlazione non locale di natura puramente quantistica tra due o più sistemi fisici è proprio quella che viene detta entanglement. Se c’è quindi evidenza di effetti coerenti nel trasferimento di energia nella piante, allora la comprensione di come le eccitazioni elettroniche sono accoppiate tra loro e con i modi vibrazionali della proteina è un prerequisito necessario per poter determinare come si manifesta l’entanglement in questi sistemi. Bisogna costruire il modello ma le cose non sono così scontate come pare.

Già Vedral e Farrow avevano ricavato un semplice modello per riprodurre gli effetti di coerenza trovati negli esperimenti senza il bisogno di ricorrere a particolari misure di entanglement al contrario di Sarovar et al. impegnati nel determinare tempi e temperature per le quali l’entanglement è osservabile in una struttura proteica. Sarovar stesso, assieme ad altri due colleghi dell’Università di California (Berkeley), pubblica ora su arXiv una rassegna critica dei più recenti modelli teorici che provano a catturare le caratteristiche salienti della parte efficiente del trasferimento di energia nei complessi fotosintetici. Ne conclude che, malgrado gli sforzi, il ruolo dell’entanglement nei sistemi biologici appare ancora ben lontano dall’essere compreso anche se questi modelli forniscono le prime misure quantitative che permettono di ricavare alcune informazioni dettagliate sulla natura dell’interazione tra le oscillazioni elettroniche e l’ambiente che le circonda che le misure più tradizionali non sono in grado di valutare.

I processi biologici sono fenomeni dinamici complessi ed i sistemi biologici non possono essere ridotti a meccanismi perfetti di fisica dello stato solido, a raffinati prototipi da laboratorio. Non è affatto scontato predisporre misure calcolabili dell’entanglement nei sistemi complessi ma è proprio questa la linea di ricerca che ora vede impegnati molti fisici teorici, ricercatori che possono sfruttare con soddisfazione le grandi opportunità che la collaborazione con colleghi di altre discipline fornisce loro.

Engel, G., Calhoun, T., Read, E., Ahn, T., Mančal, T., Cheng, Y., Blankenship, R., & Fleming, G. (2007). Evidence for wavelike energy transfer through quantum coherence in photosynthetic systems Nature, 446 (7137), 782-786 DOI: 10.1038/nature05678

K. Birgitta Whaley, Mohan Sarovar, & Akihito Ishizaki (2010). Quantum entanglement phenomena in photosynthetic light harvesting complexes To appear in the proceedings of the 22nd Solvay Conference in Chemistry on “Quantum Effects in Chemistry and Biology” arXiv: 1012.4059v1
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La mente che MENTE

La mente che MENTE

E`complicato definire la realtà visto che c`e`sempra una visione personalizzata di essa, si puo`dire che la realta`sia “ciò che ci sembra essere”: e`reale ciò che noi siamo d`accordo che sia reale.
Se nove persona su dieci affermano un fatto, questo fatto e`sicuramente reale per le loro menti..
La realtà, quella dell’universo fisico, viene percepita attraverso differenti fattori; noi vediamo qualcosa con i nostri occhi ed elaboriamo con la nostra mente, con la mente che comprende per come e`stata istruita a comprendere ..siamo in contatto con la realta`attraverso i sensi ma c`e`qualcosa che ci sfugge ..la sete di comprendere e capire attraverso la mente, porta l`uomo occidentale a lavorare tanto col cervello e poco col cuore ..la comprensione taoista della realta`parte dal cuore, per questo motivo in Asia hanno una visione della realta`differente da quella che si ha in occidentale ..bisognerebbe partire dal fatto che non sappiamo nulla del perche`ci sia questo universo ..e dare attenzione al sentire del cuore per mettersi in contatto stretto con esso e col divino creatore.

Tutti noi formuliamo delle affermazioni ma non sempre queste affermazioni nascono dal nostro vero “se”; quando usiamo l’espressione “Io sono” seguito da un sostantivo o da un aggettivo, come ad esempio “Io sono geniale” oppure “Io sono sensazionale”, stiamo usando la mente logica che non sempre rispecchia la realta`, e`solo stata abituata a tradurre in parole determinate sensazioni che “crediamo” di aver compreso e quindi classifichiamo ..sapere poi di “essere”, dicendo “io sono”, come se si sapesse chi si “e`” e`gia`un livello alto di consapevolezza. Con una frase di questo tipo viene sminuito il senso del “se” perche`per alcuni, non per tutti, dicendo cosi`sembra scontato di essere in grado di sapere gia`chi si “e`” e cosa si “e`”(stressato, stufo, bello, stanco ecc) sono per una frase che deriva da un sistema di comunicazione verbale che spesso non ha riscontro con la nostra realta`piu`intima.
Attraverso il Qigong,Taichi e l`Yiquan si impara ad andare oltre la mente razionale…per vedere ai confini dell`TAO

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L’UNIVERSO GUARDA SE STESSO ATTRAVERSO I NOSTRI OCCHI PER QUESTO CHIUNQUE E QUALUNQUE COSA E’ IMPORTANTE

E FA PARTE DEL TUTTO

CI SENTIAMO COSI VICINI ALLA NATURA …E CERCHIAMO A VOLTE I MODI PIU SEMPLICI O STRAMBI PER FARCI NUTRIRE DAL SUO CONTATTO

SI CONTATTA LA SORGENTE E SI SA DI NON ESSERE ISOLATI

CI SI ACCORDA CON UNA DIREZIONE SI TROVA LA PACE NEL PROCEDERE CON OCCHI APERTI DAVANTI ALL ORIZZONTE

ED ANCHE QUESTA è UNA DANZA

Cenni storici sul Qi Gong

Cenni storici sul Qi Gong

Già nell’ “I Ching” (YiJing) – Il libro dei mutamenti, ritenuto anteriore al 2400 a.C., gli otto trigrammi venivano anche utilizzati per spiegare la circolazione del Qi nel corpo umano.
Una svolta importante nella storia del Qi Gong avviene nel periodo che va dal 2690 al 2590 a.C.con la stesura enciclopedica del Nei Ching Su Huen – Il canone di medicina interna, scritto dall’imperatore Giallo Huang Ti, il quale codifica i principi della Medicna Filosofica Cinese e le pratiche di esercizi di Qi Gong, che all’ epoca erano denominati Tao Yin (Dao Yin).

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Nel VI secolo a.C.il filosofo Lao Tzu scrive il Tao Te Ching – La Via del Divenire, in cui nel capitolo 10 si accenna a tecniche di respirazione per fare circolare il Qi e prolungare la vita. Nel 300 a.C. il filosofo Chuang Tzu nel Nan Hua Ching, a proposito dell’arte del respiro in relazione all’energia, afferma che l’uomo saggio respira fino ai talloni. Nel perido che va dal 221 al 220 a.C. gli scritti in materia di Qi Gong si intensificano. Il Dott. Bian Chiueh nel trattato Nan Ching – Classico sulle malattie dell’uomo, spiega proprio come bisogna utilizzare la respirazione per alimentare la circolazione del Qi, e nel trattato Han Su Yi Wun Tzu illustra quattro tecniche specifiche di allenamento fisico di Qi Gong. Chang Chun Gien descrive l’uso della respirazione combinato con l’agopuntura per mantenere un buon flusso dell’energia. Uei Bo Yang parla della relazione tra gli esseri umani, le forze della natura e il Qi. Nel III secolo il chirurgo Hua To crea una ginnastica per generare la circolazione del Qi a livello locale denominata Wu Chin Shih – Il Qi Gong dei 5 animali. Nel periodo che va dal 502 al 507 d.C. il monaco Ta Mo scrive l’Yi Chin Ching – Trattato sullo sviluppo muscolare, nel quale codifica i famosi Shih Ehr Tuan Chin – I dodici esercizi per aumentare la forza fisica dei monaci dei Shao Lin.
Questa è storicamente la prima applicazione del Qi Gong agli stili di combattimento. Nel periodo che va dal 581 al 907 d.C. viene datata la stesura del prontuario Chu Pin Yun Hou Lu scritto da Chow Yun Fan, il quale descrive 260 tecniche diverse per incrementare il flusso del Qi. Sempre nello stesso periodo storico, Sun Tzu Mao scrive il Chen Chin Fan, nel quale insegna l’uso dei 6 suoni in relazione agli organi. Al periodo storico che va dal 960 al 1.279 d.C. risale la creazione del Taiji (Tai chi chuan) da parte del leggendario monaco Chan San Feng (Zhang SanFeng) , arte marziale che non si basa sull’utilizzo della forza fisica, ma che genera l’energia a partire dal Tantien (DanTian/oceano del Qi, al di sotto dell’ombelico). Il TaiJi Quan è la forma più elevata e raffinata di Qi Gong tutt’ora esistente e praticata da milioni di persone in tutto il mondo. Nel periodo che intercorre fra il 1.177 e il 1.279 d.C. il generale Yue Fei crea il Pa Tuan Chin, gli Otto Esercizi d’Oro per la salute, elaborati dai precedenti 12 esercizi di Ta Mo. A partire dal 1.368 d.C. Chen Gi Tzu parla delle tre essenze dell’uomo Jing Qi e Shen, importante scoperta che accompagna poi la continua trasmissione ereditaria delle tecniche di Qi Gong fino ai giorni nostri.

Sifu Davide De Santis