La Pineale nel Seicento

La Pineale nel Seicento

Il sesto Chakra è l’energia emanata dalla Pineale…ma la Pineale è pura materia..ma cos’è la materia se non vibrazione molecolare spinta da una forza a noi sconosciuta…secondo Cartesio, il corpo e l’anima immateriale, principio del pensiero e della volontà, sono sostanze separate.Per spiegare in che modo esista un’interazione tra di esse e in che modo l’anima, tramite la volontà, possa guidare il corpo, egli ricorre a una ghiandola, che nel trattato sull’Uomo chiama ghiandola H: si tratta dell’epifisi, in greco konàrion, in latino conarium, o «ghiandola pineale», secondo la traduzione abituale utilizzata da Cartesio, per la sua forma simile ad una pigna. A partire da alcune lettere del 1640 Cartesio la definisce come «la sede dell’anima e il luogo dove si fanno tutti i nostri pensieri». Nell’Uomo Cartesio la presenta collegata al cervello da alcune piccole arterie, da cui entrano gli spiriti animali, i quali poi fuoriescono e tramite i nervi vanno ai muscoli e alle altre membra per dirigerne il movimento. Nel trattato Le passioni dell’anima, invece, essa non è più collegata al cervello da arterie: galleggia nella sostanza cerebrale, e reagisce al contatto con gli spiriti animali (che la muovono), riflettendoli verso i nervi. È tramite l’agitazione di questa ghiandola che i movimenti del corpo si incontrano con l’anima, generando quelle particolari percezioni (che Cartesio chiama anche sentimenti o emozioni), che sono le passioni. Nel passo che proponiamo sono raccolti i passaggi fondamentali del ragionamento di Cartesio: dopo aver
definito cosa sono le passioni dell’anima, egli spiega il ruolo della ghiandola pineale, il modo in cui le passioni vengono eccitate nell’anima, il loro effetto e il potere di
cui dispone la volontà nel selezionare le risposte attive del soggetto alle passioni.

R. Descartes,Le passioni dell’anima, artt. XXVII-XXIX; XXXIXXXII; XXIV-XXXVI; XL-XLI, in Opere filosofiche, a cura di E. Lojacono, Torino, Utet, 1994, vol. II, pp. 611-616; 618

Art. XXVII La definizione delle Passioni dell’anima.
Dopo aver considerato in che cosa le passioni dell’anima differiscono da tutti gli altri suoi pensieri, mi sembra che sia possibile definirle in maniera generale percezioni o sentimenti o emozioni dell’anima, che si riferiscono particolarmente ad essa e che sono causate, mantenute e fortificate da qualche movimento degli
spiriti.

Art. XXVIII Spiegazione della prima parte di questa definizione.
Si possono chiamare percezioni quando ci si serve in generale di questa parola per significare tutti i pensieri che non sono azioni dell’anima né volizioni; non
però quando ci si serve di essa solo per significare conoscenze evidenti. Infatti l’esperienza fa vedere che coloro i quali sono più scossi dalle loro passioni non sono quelli che le conoscono meglio e che esse sono nel numero delle percezioni che la stretta unione esistente fra l’anima e il corpo rende confuse e oscure. Si possono anche chiamare sentimenti, in quanto sono ricevute nell’anima
alla stessa maniera degli oggetti dei sensi esterni e non sono conosciute altrimenti da essa. Si possono però ancor meglio chiamare emozioni dell’anima, non soltanto perché questo nome può essere attribuito a tutti i mutamenti che accadono in essa.Le passioni sono pensieri particolari causati da movimenti degli spiriti. Sono percezioni oscure, sentimenti ricevuti dall’esterno, emozioni che mutano con forza lo stato dell’anima

De Luise, Farinetti, Lezioni di storia della filosofia © Zanichelli editore 2010
La filosofi a francese del Seicent o UNITÀ 3
Cartesio, La ghiandola pineale e la volontà 12 Lezione

Art. XXIX Spiegazione dell’altra sua parte.
Aggiungo che esse si riferiscono particolarmente all’anima per distinguerle dagli altri sentimenti che riferiamo alcuni agli oggetti esterni, come gli odori, i suoni, i colori, altri al nostro corpo, come la fame, la sete, il dolore. Aggiungo anche che esse sono causate, mantenute e fortificate da qualche movimento degli spiriti, al fine di distinguerle dalle nostre volizioni, che si possono definire emozioni dell’anima che si riferiscono ad essa, ma che sono causate da essa stessa; e anche al fine di spiegare la loro causa ultima e più vicina, che le distingue a sua volta dagli altri sentimenti. […]

Art. XXXI C’è una piccola ghiandola nel cervello, nella quale l’anima esercita le
sue funzioni più particolarmente che nelle altre parti.
Occorre sapere altresì che, sebbene l’anima sia congiunta a tutto il corpo, c’è nondimeno in esso qualche parte nella quale essa esercita le sue funzioni in modo più specifico che in tutte le altre. Si crede comunemente che questa parte sia il cervello o forse il cuore; il cervello, perché ad esso si rapportano gli organi dei sensi; il cuore, perché è come se in esso si sentissero le passioni. Esaminando però accuratamente la cosa, mi sembra di avere con evidenza ravvisato che la parte del corpo in cui l’anima esercita immediatamente le sue funzioni non è assolutamente il cuore e neanche l’intero cervello, ma soltanto la più interna delle sue parti, che è una certa piccolissima ghiandola, situata nel mezzo della sua sostanza e sospesa al di sopra del condotto attraverso cui gli spiriti dalle sue cavità anteriori
sono in comunicazione con quelli della posteriore, in modo tale che i più piccoli movimenti che avvengono in essa contribuiscono molto a mutare il corso di questi spiriti e, inversamente, i più piccoli cambiamenti che si producono nel corso degli spiriti contribuiscono molto a cambiare i movimenti di questa ghiandola.

Art. XXXII In che modo si conosce che questa ghiandola è la sede principale dell’anima.
La ragione che mi persuade che l’anima non può avere in tutto il corpo nessun altro luogo se non questa ghiandola, dove esercitare immediatamente le sue funzioni, sta nel fatto che considero che le altre parti del nostro cervello sono tutte doppie, allo stesso modo in cui abbiamo due occhi, due mani, due orecchie, e,infine, sono doppi tutti gli organi dei nostri sensi esterni; in quanto poi non abbiamo
che un solo e semplice pensiero di una stessa cosa in uno stesso momento, bisogna necessariamente che ci sia qualche luogo ove le due immagini chevengono attraverso i due occhi o le altre due impressioni che vengono da un solo oggetto per mezzo dei doppi organi degli altri sensi, possano riunirsi in una sola, prima di pervenire all’anima, affinché non le rappresentino due oggetti invece di uno. E si può facilmente concepire che queste immagini o altre impressioni si riuniscano in questa ghiandola per mezzo degli spiriti che riempiono le cavità del cervello; ma non c’è altro luogo nel corpo dove esse possano così essere unite, se non in quanto lo sono state in questa ghiandola. […]

Art. XXXIV Come l’anima e il corpo agiscono l’una sull’altro.
Concepiamo dunque qui che l’anima abbia la sua sede principale nella piccola ghiandola che sta nel mezzo del cervello, donde s’irradia in tutto il resto del corpo mediante gli spiriti, i nervi e anche il sangue che, partecipando alle impressioni degli spiriti, li può portare per mezzo delle arterie in tutte le membra.
Si riferiscono all’anima, ma non hanno in lei la loro causa, come le volizioni, bensì negli spiriti. Il punto di congiunzione tra anima e corpo è la ghiandola pineale, mossa dagli spiriti.
Questa ghiandola è l’unica parte del cervello non doppia: qui devono unificarsi le immagini e i pensieri.
Da questa sede, l’anima agisce sul corpo mediante gli spiriti, i nervi, il sangue.

De Luise, Farinetti, Lezioni di storia della filosofia © Zanichelli editore 2010
UNITÀ 3 La filosofia francese del Seicento
Scuola Zanichelli

Spostare il Qi (Chi)

Spostare il Qi (Chi)

<< Il millepiedi era felice e tranquillo, finchè un bel giorno un rospo arrivo`da lui chiedendogli:
“In che ordine procedono le tue zampe ? Con che zampa inizi a moverti quando ti svegli e quale muovi dopo ?”
Il millepiedi inizio a pensare e si scervello`, mise l`attenzione al corpo, si arrovello`a tal punto la mente, che alla fine giacque perplesso in un fossato riflettendo su come dovesse muoversi, era bloccato ed impacciato” >>

Cosi anche nel TaiJi XinShen della Beijing Yiquan Training Center si cerca di comprendere e sviluppare il motore del corpo, l`intenzione cosciente, il sistema interno che da vita al movimento.
Non si mette l`attenzione al movimento e alla forma esterna ma allo spirito che crea e genera quel movimento.

Vasi Energetici

Attraverso lo Yi (intenzione) si controlla la muscolatura interna per spostare il sangue e il Qi.
La muscolatura interna deve, attraverlo lo Yi, gestire tutto il sistema energetico …

Questa tecnica, oltre a prevenire malattie e mantenere giovani, puo`servire anche in ambito marziale !

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=431dTWXpWoM&rel=0]

Per maggiori informazioni sul metodo di alchimia taoista della Beijing Yiquan Training Center e per rimanere informato sul libro del QuanDao invia una email a info@yiquancenter.com

Terzo Occhio (Ajna il Sesto Chakra)

Terzo Occhio (Ajna il Sesto Chakra)

Terzo occhio: inviare il pensiero verso qualcuno o qualcosa in realtà significa inviare attenzione, intenzione cosciente, energia, parte del proprio corpo astrale (similmente, nella preghiera avviene la stessa cosa).
Noi occidentali storicamente abbiamo spesso considerato il pensiero come qualcosa di astratto, prodotto dal cervello sul piano fisico e della mente sul piano ideale (il cervello è, come sappiamo, lo strumento della mente)
Ma quale mente? Quella inferiore o quella superiore? La mente è l’incontro tra spirito e Karma, tra lo spirito e la materia.
La materia si è dimostrato essere energia ma anche il pensiero è energia e possiamo usare questa energia a nostro favore.
Quindi oggi gli scienziati affermano che la materia è energia, come il pensiero e come ogni forma manifestata. Bisognerebbe rivedere tutti i punti di vista. Il pensiero è qualcosa che pronunciamo, è una creazione della mente, e nello stesso tempo è persistente.
Il sensitivo che immagina di mettersi in contatto con un altra persona in realtà invia il suo corpo sottile nella dimensione dell’invisibile, superando lo spazio/tempo; pensiero e persona in questo caso coincidono.
Il Terzo Occhio, per gli indiani Ajna Chakra, Sesto Chakra (sesto punto energetico/in tutto se ne contano sette) è conosciuto come occhio interno, occhio della grande visione, colui che ci permette di vedere l’invisibile.
E` situato in mezzo alle sopracciglia, di poco sopra al punto fra radice del naso e sopracciglia.

Chakra nell`Yiquan

 

Per alcuni esperti aprire il terzo occhio significa ottenere la facoltà della chiaroveggenza, la possibilità di vedere “cose che gli altri non riescono a vedere“, ad esempio le aure, ma anche visioni e precognizione. Il terzo occhio ci permette di vedere ciò che possono essere considerate entità di altre dimensioni, come una videocamera a raggi x il Sesto Chakra permette di vedere altro e quindi di avere una conoscenza più ampia di ciò che stiamo vivendo in questo universo.
Significa aprire la porta tra i piani superiori di una consapevolezza superiore; le chiavi di questa porta sono introspezione, meditazione, yoga, qigong e tutti gli studi sulle energie e tecniche di risveglio.
Se partiamo dall’assunto che noi siamo spiriti o entità incarnati in un corpo/involucro per poter vivere in questa dimensione così densa, oppure che siamo pura energia divenuta materia arrivati per imparare qualcosa su questo mondo, allora aprire il terzo occhio significa riprendere il contatto con la nostra vera realtà.

Orbita Microcosmica in Loto
Non è un ritorno all’essenza, ma piuttosto una più completa visione ed esperienza dell’esistenza. Il terzo occhio è legato alla ghiandola pineale che la scienza medica occidentale considera come una sorta di occhio atrofizzato.
Ma si presume che la Scienza “segreta” probabilmente sappia che questo occhio non è atrofizzato, ma attende solo di essere risvegliato. E’ li che attende energia e stimoli per rimettersi in funzione, si dice infatti che questo occhio non subisce nè evoluzione nè involuzione…è lì che aspetta di essere risvegliato, come il genio della lampada della favola di Aladino.
Solitamente il praticante di QiGong e Yoga, prima di lavorare su questo Sesto Chakra, crea bene le fondamenta sul primo, secondo, terzo, quarto e quinto chakra. I chakra infatti sono collegati ad emozioni e parti del corpo e come quando si costruisce una casa, prima si fanno bene le fondamenta e poi si potrà costruire anche un grattacielo solido, altrimenti si rischia di appesantire troppo facendo crollare tutta la struttura.
La ghiandola pineale collegata al terzo occhio, crea melatonina solo di notte: poco dopo la comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino.
Luci artificiali, pc e tv possono influenzare quindi anche la sua “più semplice” funzione…per non parlare delle cariche elettriche di questi congegni tecnologici che influenzano le scariche elettriche del sistema nervoso umano.
L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. In questo senso l’epifisi sembra rappresentare uno dei principali responsabili delle variazioni ritmiche dell’attività sessuale, sia giornaliere che stagionali. Si trova grossomodo al centro del cervello, è uno dei centri dell’organizzazione circadiana dell’organismo e desta ancora poco interesse in neurologia moderna.
La percezione del buio provoca sintesi di melatonina che, inducendo l’aggregazione dei granuli di melanina nella cute, schiarisce la pelle. (Le donne asiatiche non amano prendere il sole ma amano fare lunghi sonni per avere la pelle bianca).
La luce, invece, diminuisce gli impulsi nervosi del simpatico e blocca la sintesi di ormone: bastano pochi minuti di esposizione a una luce brillante perché si determini una caduta dei livelli circolanti di melatonina. Ci sono anche pratiche di ritiri al buio per diversi giorni per stimolare la pineale e permettere anche all occhio di rilassarsi e poter vedere altri tipi di “luci” che solitamente l’occhio umano non vede perchè abbagliato dalla luce molto più forte solare e artificiale e senza aiuto del risveglio del Sesto Chakra.
Attraverso lo studio del QiGong ci sono tecniche tipo Kundalini e “orbita microcosmica” che uniscono tutte le ghiandole del corpo mettendole in sintonia tra loro e creando una nuova coscienza ed intelligenza corporea con una vera “alchimia interna“.

Il QiGong utilizza l’energia più potente dell’essere umano, quella sessuale del primo e secondo chakra, legata alla sopravvivenza, alla terra, all’istinto primordiale, per risvegliare poi i chakra più spirituali e connessi al cielo come appunto il Sesto, il Terzo Occhio.
Quindi si utilizza e trasforma la forza animale e istintiva dei chakra bassi per evolvere spiritualmente alimentando quelli alti.
Di tradizione i Chakra non sono trattati troppo spesso singolarmente, poiché ognuno di essi contiene anche aspetti degli altri centri di energia ed é con questi altri collegato secondo modalità variabili. E’ molto importante la loro armonizzazione attraverso una pratica di Kundalini e Orbita Microcosmica!
Si otterrà un incremento dei processi di crescita animico-spirituali: gli accumuli di energia vitale verranno distribuiti in modo equilibrato.

Sifu Davide De Santis