SHAOLIN WING CHUN 少林 咏春拳

Le mani sono molto veloci e impercettibili ma non esistono i classici pugni a catena visti e rivisti nel Wing Chun di HK (quello di IpMan) o in alcuni Wing Chun del FoShan. Come anche per l’YiQuan e il XinShen, anche nel Wing Chun “interno” la tecnica nasce da un principio di “Yi” che modella il “Qi” e quindi lo “Xing”(forma)…

Nel Wing Chun che sto imparando con i monaci ShaoLin e con il loro collaboratore esterno del FoShan (che collabora anche col circolo” del team di quarta generazione WangFeiHong”), esistono 3 forme fondamentali più una quarta che serve da integrazione con le precedenti tre e che si esercita con l’aiuto del “murenzhuang” (il famoso “uomo di legno” del Wing Chun).
La prima forma allena le braccia (l’attenzione e lo YiNian viene messo solamente nelle braccia per “aprire” i “meridiani alti”) la seconda allena le gambe e la terza il tronco (e le anche) , la quarta integra il sopra e il sotto col busto (il cielo, la terra e il “centro”) per creare il Zhenti (esistente anche nell’YiQuan ma lavorato in modo differente); in questo Wing Chun si cerca di arrivare ad avere la sensazione (e la capacità) di avere tre braccia e non due, non si usano solo le mani per colpire ma si colpisce e controlla l’”avversario” anche col proprio avambraccio (quindi tre punti possibili di appoggio) e si cerca sempre di gestire e controllare con un braccio le due braccia del “rivale”. Il corpo non dona la possibilità di giocare di spinta e ad ogni pressione (Yang) del compagno perché cede con una forza contrapposta (Yin) che spesso può diventare uno “specchio” che “gioca” di risposta con il “liuweili” (la “forza delle sei direzioni”). Se spingi io tiro (cioè cedo portandoti con me) se tiri io spingo (cioè arrivo verso di te).
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INTRODUZIONE

ll Wing Chun che sto studiando e cercando di portare nella B.Y.T.C. è quello di DeLong (abate molto importante non solo per il suo ottimo KungFu “WaiJia e NeiJia Quan” ma anche per il suo livello gerarchico all’interno del “sistema monastico”, poco conosciuto all estero dai non “addetti” perché come spesso succede in Cina per alcuni “fenomeni” come anche master Sui, master Xue o master ZhaoHong, non sempre quelli bravi e di alto valore compaiono nei “siti” ufficiali – ZhaoHong e TingJun per esempio, ufficialmente non compaiono da nessuna parte ma erano padroni di un sistema di “bozzolo” ricercatissimo e master Sui era uno dei più bravi praticanti di YiQuan potentissimo nel TuiShou come anche master Xue che è considerato l’erede di YaoZongXun) e il maestro Liang (esterno al monastero di ShaoLin ma che collabora da anni coi monaci insegnandogli il suo particolare metodo interno del WingChun) attraverso anche l’appoggio e il supporto del maestro ShiDeLi che appassionato di questo stile si occupa della sua diffusione (infatti nel 2015, ShiDeLi esperto in altri tipi di GongFu ma appassionato di questo lignaggio di WingChun, apre una grossa scuola nella periferia nord di Beijing – il maestro ShiDeLi è un esperto di YiJingJing e BaDuanJing QiGong e inizialmente studia anche lui il WingChun col maestro Liang per poi fare ricerche personali per verificare e dimostrare che il Wing Chun “interno”, diverso ovviamente dal Wing Chun di HongKong o da altri lignaggi di WC del FoShan, in passato fosse stato condizionato dal monastero di ShaoLin e forse originato proprio dai monaci Chan – Liang invece è contrario a questo pensiero, lui crede che il Wing Chun sia uno stile del FoShan, nato nel FoShan e sempre rimasto nel FoShan: il WingChun è il risultato di anni di studio da parte di marzialisti che lottavano tutti i giorni per la propria vita mentre il monaco ShiDeLi pensa che sia nato o comunque passato e modificato da ShaoLin e difatti cerca testi antichi e traduce pergamene nelle biblioteche del monastero per dimostrare questi suoi pensieri…in realtà da dove sia nato poco importa, importa se è efficace sia per la salute che per il cuore e la difesa, al praticante altro non dovrebbe interessare più di tanto, il passato è passato e bisogna pensare solo a ciò che il presente può darci di buono, altrimenti rischiamo di cadere nel tranello del diventare storici dell’arte e non più artisti contemporanei, ovviamente un artista contemporaneo deve conoscere anche la storia passata ma il suo tempo lo deve passare di più usando il pennello sulla tela piuttosto che buttare lo sguardo sui libri di storia e cosi anche per l artista marziale è più importante praticare e ricercare se stessi che incaponirsi a scoprire se le leggende del passato sia o no veritiere. Quello che conta è il presente. Che sia stato o no inventato da donne o dagli Shaolin poco importa al praticante.
Non importa se questo stile sia davvero nato a ShaoLin oppure ShaoLin lo abbia modificato come anche ha modificato il Taiji e altri stili di KungFu (quasi tutti gli stili di ShaoLin in origine sono nati al di fuori del monastero e poi arrivando al monastero sono stati trasformati in stili di ShaoLin: per esempio il TangLang di ShaoLin è un TangLang arrivato da fuori dal tempio e dentro il tempio è stato poi modificato dai monaci guerrieri diventando un “nuovo stile” di TangLang e prendendo cosi un nuovo lignaggio, questo succede anche con lo XingYi di ShaoLin e via dicendo– ShaoLin in passato era una sorta di “luogo di ritrovo” per ricercatori del settore quindi alcuni stili sono stati poi cambiati dai monaci Chan) ma in sostanza non importa da dove sia nato questo Wing Chun che sto studiando con master Liang e DeLong …se davvero sia nato a FoShan o a ShaoLin oppure sia davvero stato creato come disse IpMan da alcune donne (anche se alcuni dicono che abbia detto cosi ad HongKong solamente per dare l’idea ai suoi allievi di essere più morbidi in quanto usavano troppa forza) non importa, l’importante è che sia un metodo valido sia per la difesa personale e sia per la salute, se è un metodo efficace basta e avanza …inutile pensare da dove arriva l’uomo, l’importante è vivere (rispettando se stessi, gli altri e la natura) altrimenti avremo l’attenzione nel passato remoto e non nel presente attuale del “qui ed ora”! 
In conclusione come dico anche per lo YiQuan e soprattutto per il Taiji XinShen, non importa da dove arriva questo “strano tipo” di WingChun che assomiglia più al TaijiQuan che ad altri lignaggi di WingChun visti prima, l’importante è verificare sia efficace ma ancora più importante è saperlo praticare e padroneggiare. Da dove sia nato lo I-Ching, l’agopuntura, il QiGong e altre affascinanti scienze millenarie poco importa se non sappiamo metterle in pratica, l’attenzione deve andare sulla pratica e sulla ricerca del “sentire”.

Durante la prima “forma” di questo sistema non si tiene il “mabu alto” con le punte dei piedi rivolte verso l’interno come molti altri lignaggi di Wing Chun che avevo visto prima (specifichiamo che esistono diversi tipi di mabu, il “mabu” delle posizioni “statiche” del Wing Chun “classico” viene spesso chiamato “er zi qian yang ma” e il “ma” finale è appunto il “ma” di “mabu” che riprende il senso di radicamento che ha il cavaliere quando è seduto a cavallo, come succede anche con lo YiQuan non necessariamente il “mabu” delle posizioni basilari è praticato basso, ovvero con angolo delle ginocchia di 90 gradi (come spesso viene allenato dagli stili “esterni”), ma è il solo “sentire la sensazione” del radicamento con distensione verso terra a far si che questa posizione si possa chiamare anch essa “mabu”, cioè la sensazione di “essere seduti su un cavallo”, nel kungfu cinese tutte le posizioni con piedi paralleli simmetrici vengono chiamate “mabu”) per esempio il lignaggio del maestro e amico WangZhiPeng (del quale ho portato il fratello in Italia a collaborare con la BYTC già più volte in passato) tiene le punte dei piedi verso l’interno (come altri tipi di Wing Chun da me visti ad HK e in altri lignaggi del FoShan) ma questo sistema di “Wing Chun interno” invece quando allena la “piccola idea” (nome della prima “forma” del Wing Chun che in mandarino si pronuncia XiaoNianTou; curioso che il Nian di XiaoNianTou è lo stesso Nian dello YiNian dello YiQuan) ha una posizione delle gambe simile a quella del ZhanZhuang dello YiQuan (cambia molto poco). Ancora più “strano” (strano perché diverso da tutti gli altri lignaggi di Wing Chun che avevo visto prima) è che in questo sistema di Wing Chun non esistono i “pugni a catena” ma anche qui, si trovano gli stessi Fali (colpi esplosivi) che si ricercano con il TaiJiQuan e lo YiQuan attraverso il QiGong (cioè con movimenti piccoli e improvvisi, si cerca di portare esplosivamente la “forza” di tutto il corpo in un solo punto).

I movimenti della “piccola idea/pensiero” sono come degli “Shili” dove c è sempre l’intenzione (lo “YiNian”) che comanda il “Qi” (energia) all’interno dei meridiani (per aprirli e sbloccare il corpo) e quindi il corpo …il Xing e la “forma di movimento motorio” vengono controllati dallo YiNian e dal Qi (anche qui la frase “Yi Dao Qi Dao Jin Dao Li Dao”).
Alcuni narrano storie che lasciano ad intendere che il WingChun sia nato a ShaoLin (come racconta il monaco ShaoLin ShiDeLi che cerca di dimostrare che il WingChun del maestro Liang sia stato in passato condizionato dai monaci guerrieri del tempo ShaoLin) altri invece raccontano che sia nato fuori da ShaoLin ma poi introdotto anche nel monastero per motivi di “QieZuo”, altri ancora pensano che sia stato fondato e codificato da donne monache e guerriere, in realtà non si sa con estrema esattezza quale sia la sua origine ed ognuno ha le sue teorie: ufficiali o non ufficiali che siano queste teorie, la verità è che nessuno può dimostrare con certezza da dove sia nato questo stile. Ci sono molti WingChun differenti tra loro, io nel FoShan ho lottato con maestri di diversi lignaggi di WingChun e in tutti ho trovato differente sia “comportamentali” (atteggiamento marziale) che di “tecniche” (cioè delle reazioni alle forze che gli “offrivo”).
Alcuni dicono che sia stato proprio il famoso maestro IpMan (YeWen in mandarino) a raccontare che il fondatore dello stile fosse una donna (più che altro per dare l’idea di essere morbidi: tanti pensano avesse raccontato questa storia solo per incoraggiare i suoi allievi a non usare la forza muscolare ma invece usare, al posto della forza fisica, gli spostamenti e la fluidità, coltivando la sensibilità per utilizzare la forza dell avversario contro di lui, quindi morbidezza contro forza fisica esattamente come nel TaiJiQuan). Il Taiji fa movimenti circolari ma per colpire sempre in rettilineo mentre il WingChun usa il rettilineo con le 6 forze principali.
Il maestro Liang (con cui inizio lo studio del Wing Chun con anche il monaco ShaoLin ShiDeLi e altri monaci ShaoLin) crede che il Wing Chun in passato fosse stato insegnato dalle donne alle donne, dice che le donne del passato non potevano incrociare lo sguardo con gli uomini e ne tantomeno farsi toccare il polso dal medico (questo è assolutamente vero infatti da qui la nascita dei massaggi con “l’asciugamano” e le diverse tecniche per curare senza sfiorarsi la pelle); la tradizione cinese è differente da quella nostra occidentale, i baci sulle guance agli amici qui non si danno nemmeno adesso (le donne non danno la mano ai colleghi di lavoro) e fino a 150 anni fa c era ancora l’Imperatore quindi comprendendo la storia e soprattutto comprendendo i comportamenti dell’epoca, si può capire la difficoltà enorme che questo stile ha fatto per sopravvivere e diffondersi nel modo corretto anche tra i maschi (se fosse davvero stato inventato da donne). Il Wing Chun del maestro ShiDeLong e del maestro Liang è un vero e proprio sistema interno di NeiJiaGong che diventa NeiJiaQuan quando il JiChu della “xiao nian tou” si metabolizza nel cuore (nell’essere) del praticante e lo “Yi” inizia a “muovere/controllare” il corpo e i movimenti. ShiDeLong è un monaco esperto in NeiJia Gong e arti interne e il suo KungFu interno è temibilissimo, master Liang collabora col tempio Shaolin e ShiDeLi è un esperto di YiJingJing e BaDuanJing che è però appassionato di WingChun e quindi si occupa di divulgare questo sistema nel tempio (infatti fuori Beijing apre una scuola dove ad insegnare vanno alcuni allievi del maestro Liang).
Nel WingChun di DeLong e Liang non si esercitano i famosi “pugni a catena” che si praticano in altri lignaggi di WingChun ma come nelle altre “arti interne” si cerca di allenare i famigerati “Fali” (colpi esplosivi creati dal DanTian – la vibrazione della scossa parte dal DanTian e si manifesta nelle “braccia”); le mani sono come nuvole che si vedono ma non si possono afferrare: quando sembra di avere un “Fali” a portata di mano (da utilizzare nel “braccio” Yang del patner), questo improvvisamente scompare come una nuvola (diventa improvvisamente Yin e inafferrabile come una nuvola che la vedi ma non la puoi toccare) e ricompare fulmineamente e prontissimo per un “Fali di risposta” (l’attacco sferrato gli consente di caricarsi ancora di più, la sua “mossa” dipende dal colpo che tiriamo noi, la sua parata è unita al sua attacco): facendo TuiShou-ChiSao con loro mi sono accorto che la loro comprensione del “pieno e vuoto” (Yin e Yang) è praticamente uguale a quella del TaiJiQuan e YiQuan ma i movimenti (quasi sempre circolari e spirali anche se apparentemente “dritti”) sono molto più piccoli e sempre sviluppati dallo “Yi” attraverso determinati ed importanti QiGong che completano l’addestramento alla “xiao nian tou”. 
Fare TuiShou con un “GaoShou” (ovvero con un praticante di livello avanzato) di questo lignaggio tradizionale di Wing Chun è come praticare con un uomo con mille braccia che compaiono e scompaiono improvvisamente: sembra esserci ma improvvisamente ” scompare e ricompare” altrove. Il sistema ha 3 forme basi, la prima costituta da 10 movimenti lenti (identici a “Shili”) che danno poi vita a tutto lo stile, dopo di ché inizia un mondo molto interessante di Push Hand (simile a quello del TaiJi ma dai movimenti più piccoli) da studiare meticolosamente uno ad uno (ogni movimento serve per “aprire” uno o più meridiani. Come nello YiQuan anche in questo lignaggio di Wing Chun esiste il “XinFa” e il “JianWu”.

INIZIO COLLABORAZIONE

Nell’estate del 2014 vengo contattato da alcuni monaci Shaolin e da altri maestri dello stile di Win Chung del FoShan perché durante una famoso incontro sulla correlazione tra arti interne NeiJiaQuan di origine taoista, Yi Jing (i-ching) e Win Chung di ShaoLin, ZhangLiPeng (esperto di alchimia taoista e YiQuan) durante il suo aspettato dialogo, tira in ballo il mio nome e quello dei maestri di XinShen del tempio del “fuoco e della nuvola” , del grande mastero Sui (del quale ho pubblicato 2 video su youtube) e master YongLi dell’YiQuan di WangBingKui (anch esso pubblicato da me su youtube), raccontando a tutti i partecipanti la mia storia e il mio progresso: dalla guarigione alla “padronanza” del Kungfu (anche in passato si era parlato della mia “guarigione” e “terapia” sulla televisione di Beijing e il video lo si trova su youtube).
In Cina sono un caso abbastanza particolare, dopo 15 anni di permanenza sono inserito perfettamente nella società marziale e sono a conoscenza sia del mondo marziale visibile (cioè dei maestro che tutti riconoscono a livello ufficiale) e sia di quello più misterioso, ovvero quello nascosto nell’ombra che in pochi conoscono (di quei altri maestri che non appaiono in nessun sito ufficiale ma che spesso sono i più capaci come per esempio nell YiQuan il maestro Sui e il maestro ZhaoHong). Esistono maestri rinomati e rispettati (non famosi perché appaiono sul web o su qualche “magazine marziale” o perché iscritti a qualche associazione o federazione internazionale ma famosi perché conosciuti e rispettati in diversi circoli “interni” di NeiJia), che credono molto in me, sia per una possibile riuscita nel dominare livelli alti di NeiJiaQuan, sia per il possibile aiuto a diffondere queste discipline millenarie in occidente; questi maestri negli ultimi anni hanno investito molto su di me e continuano tuttora a presentarmi “personaggi” che sanno poter essere in grado di aiutarmi a crescere.

I monaci Shaolin, che spiegano che il Wing Chun di ShaoLin è differente da qualsiasi altri tipo di Wing Chun al di fuori del tempio ( e soprattutto da quello di HK) affermano che anch’esso è un sistema raffinato di NeiJiaGong (cioè un lavoro “alchemico” interno) e legato ai principi dei 5 elementi e soprattutto correlato alle leggi e alla filosofia antica e complessa dello Yi Jing (I-Ching), ascoltano con interesse l’intervento del grande maestro ZhangLiPeng durante la conferenza legata allo “scambio culturale delle varie arti interne” e conoscendo alcuni dei maestri di XinShen nominati da ZhangLiPeng si incuriosiscono e decidono di venirmi a trovare.
Gli ShaoLin per diversi motivi legati anche al rapporto col maestro LiPeng e HuJinLing (amico e proprietario di una palestra molto conosciuta in periferia di Beijing che allena anche diversi campioni asiatici di SanDa e SanShou), decidono quindi d’incontrarmi per valutare la mia comprensione al NeiJiaGong e decidere se insegnarmi o no le loro tecniche “segrete” (le correlazione tra lo I-Ching e lo ShiLi del loro Wing Chun).
A Beijing mi presto ad un “test di ammissione” con loro, una prova per testare le mie reali capacità marziali di fronte al maestro DeZhang superandola a pieno. Anche ShiDeLi (già stato e già molto conosciuto all’estero e anch esso esperto di QiGong YiJingJing e WingChun) arriva grazie a HuJinLing e con una serata di chiacchere e racconti entriamo subito in sintonia.
Il maestro ShiDeLi ha un “tempio” fuori Beijing per l’insegnamento e la diffusione di YiJingJing BaDuanJing e WingChun di ShaoLin, in questo spazio non c è solo ShiDeLi ma anche alcuni tra i suoi migliori allievi del tempio di ShaoLin che hanno studiato col maestro Liang e DeLong.

Il mio livello di NeiJiaQuan anche se discreto è ovviamente lontano anni luce da quello dei miei maestri anziani di YiQuan ma basta comunque per essere accettato dagli ShaoLin e da ShiDeLi per iniziare questo percorso con loro. Scopro che questo “menpai” (gruppo/lignaggio) di ShaoLin era da anni che aveva in testa di prendere con loro qualcuno che potesse presentare queste discipline all’estero e siccome hanno visto in me un buon praticante e tra l’altro affidabile in quanto amico e discepolo di loro amici, decidono di prendermi come responsabile per il loro “sistema”, dentro questo progetto c è anche il maestro Liang che è un ottimo praticante e collaboratore esterno del templio.
Ovviamente anche a me affascina scoprire il sistema interno di ShaoLin e decido quindi di accettare e onorare la collaborare con loro.
A dir la verità inizialmente ero un pò titubante verso questo stile perché il nome Shaolin per il mondo è diventato (attraverso youtube e i “finti” monaci legati molto più alla fama e al successo che alla tradizione) uno stile più simile al Wushu moderno (sport marziale: acrobatico e coreografico) che al NeiJiaQuan della filosofia antica (quella che più interessa a me) ma dopo aver conosciuto DeZhang, ShiDeLi (conosciuto in tutto il mondo per l’impegno nel divulgare lo YiJingJing, il BaDuanJing e ultimamente il WingChun di ShaoLin attraverso la sua scuola in periferia di Beijing), Liang e DeLong (praticamente sconosciuto alla massa) mi rendo conto che questi non sono “truffatori” ma veri praticanti e filosofi zen e quindi decido di dare una possibilità verso questa nuova esperienza donata comunque dal “Tao”. Accetto la collaborazione e provo ad entrare nel loro mondo per imparare il loro metodo cercando di comprendere la loro visone della vita. Il maestro ShiDeLi è da anni che porta avanti lo sviluppo della filosofia Chan (che in Giappone diventa Zen) anche al di fuori del tempio ufficiale di ShaoLin ed è ben voluto da tutti i praticanti di arti interne per la sua visione chiara e completa dello sviluppo del Buddismo Chan. Se tutti si convertissero al Buddismo sicuramente il mondo sarebbe migliore e “privo di conflitti”.

LA NOTIZIA SI DIFFONDE

In questo periodo incontro diversi monaci ShaoLin e maestri di Wing Chun del FoShan e la notizia arriva anche alle orecchi della tv cinese che stupita e interessata, organizza una trasmissione divisa in 3 capitoli: nelle puntate della trasmissione intervisto i maestri facendo alcune domande interessanti per gli spettatori (in modo da chiarire quei punti che so che potrebbero interessare gli occidentali appassionati).
I maestri e monaci che partecipano sono tra più conosciuti (sia in Asia che in occidente), le domande sono inerenti il QiGong (forza vitale, “orbita micro cosmica”, “Dantian”, “Qi”, “Yi”,”meridiani” ecc) , lo YiQuan (mia specialità) e il Wing Chun praticato a ShaoLin. Poco dopo arriva anche la “Beijing Tv” a farmi un intervista esclusiva per sapere miei opinioni sull’accaduto. Mi chiedono inoltre come mai conosco cosi tanti maestri e come mai sono cosi ben accettato da loro. Faccio amicizia con il monaco ShideLi (famoso in tutto il mondo per il suo YiJingJing e il suo BaDuanJing) e master DeHu (affatto sconosciuto e non noto nei testi ufficiali) e lo studio all’arte interna del Wing Chun lo inizio con il grande Liang (maestro esterno a ShaolIn ma collaboratore di ShaoLin), ShiDeLi (grande divulgatore arti interne e filosofia Zen) e il maestro DeLong (esperto di arti interne e conoscitore anche dello YiQuan del gran maestro WangXiangZhai): nonostante sia molto ammirato tra i maestri di arti marziali interne, DeLong è praticamente sconosciuto in occidente e poco conosciuto anche nella stessa Cina (conosciuto solo dai grandi maestri esperti del settore come DeLi, Liang, ZhaoHong ecc – la massa non sa nemmeno che esista come del resto nell YiQuan in pochissimi conoscono master Xue, master Sui, la figlia di WongYuFang e il figlio di BaiJingJia che sono, a parer mio, tra i più competenti per l’insegnamento dell YiQuan).
Il maestro DeLong spiega come anche il maestro di XingYi di WangXiangZhai, cioè colui che ha cambiato la vita di WangXiangZhai mostrandogli come si “costruiscono” e “sviluppano” i micromovimenti del “ZhentiLi” attraverso lo studio corretto dello “Yi”, in realtà aveva dei maestri comuni a quelli dei altri maestri che ebbero degli “scambi culturali” con alcuni membri di ShaoLin (e altri importanti studiosi) su come funziona il Tao applicato al “Quan”. Questo aspetto è molto importante perché da qui si capisce perché tra arte interna di ShaoLin e arte interna di WangXiangZhai ci siano cosi piccole differenze (differenza di “forma esterna” ma non di “forma interna”).

In sostanza il grande maestro WangXiangZhai come già ho raccontato anche nel mio libro, non ha inventato lo YiQuan ma ha “solamente” diffuso alla massa un qualcosa che prima di allora era considerato “segreto” (per comprendere ciò bisogna capire e studiare la storia cinese e la mentalità dei maestri dell’epoca), lo studio dello “Yi” e del “Qi” sono sempre stati lavori svolti dai più grandi esperti di arti interne cinesi e tra i grandi maestri non si distingue uno stile da un altro, non c’è Taiji stile Yang o Bagua stile Chen ma c’è solamente chi ha compreso di più e chi ha compreso di meno sul funzionamento del Tao (e le sue leggi) applicato all’arte marziale. Il maestro DeLong è il detentore dello stile interno ShaoLin come anche ShiDeLi grazie alla sua collaborazione con master Liang, dopo avermi fatto vedere il loro sistema scopro essere molto simile all’YiQuan e allo XinShen studiato coi monaci del tempio del “fuoco e della nuvola” in quanto utilizza principi pressoché identici (in cinese si direbbe che questi metodi sono “xiangtongde”, ovvero hanno punti in comune e si aiutano l’uno con l altro).
Non importa se si è taoisti o zen, tutte queste “arti interne” mirano all evoluzione marziale e spirituale e tutte partono dai principi della medicina tradizionale cinese (tutte seguono un principio di scienza tradizionale cinese/una scienza diversa dalla nostra occidentale ovviamente e che segue le leggi del Tao attraverso i meridiani e i punti “speciali” in india chiamati Chakra) e quindi alla comprensione che lo “Yi” può modellare il “Qi” (e quindi la “materia”); la “forma” e la “struttura” sono controllate dallo “Yi” e quindi lo Yi è la base del “movimento” (del cambiamento).

Tutte le “arti interne” sono dei “sistemi alchemici” che “trasformano” il corpo attraverso lo “Yi”. Non esiste differenza tra Taiji, Bagua YiQuan Wing Chun di Shaolin …le differenze sono nella “forma esterna” (nel movimento del “DaFa”- metodo e strategia di difesa) ma all’interno i principi di Yin e Yang sono esattamente gli stessi, i meridiani devono essere aperti e il “Qi” deve circolare per mezzo dello “Yi” modellato.
Ovviamente rimango fedele allo stile YiQuan del lignaggio di WangYuFang e allo XinShen dei monaci del tempio “del fuoco e della nuvola” ma apprendo volentieri e con piacere anche questo Win Chung considerato “Interno” perché lo ritengo una sintesi e ulteriore conferma del lavoro già svolto in precedenza, i movimenti di “dakaijingluo” per aprire i meridiani che ha il QiGong di questo Wing Chun ed i principi di Yin Yang applicati al combattimento sono molto interessanti e decido di studiarli seriamente; ovviamente l’apprendimento è come sempre molto lento, mi insegnano infatti un movimento ogni 3 mesi.
Per ogni marzialista è anche importante comprendere come si sono sviluppate le altre arti marziali “interne” (possibili avversarie o alleate) comprendere ovvero gli altri rami (dello stesso albero) che mirano agli stessi frutti anche se passano da vie differenti, non solo guardando ciò che viene scritto nei testi classici (che spesso raccontano le realtà più “comode”) ma facendo in loco delle ricerche personali e mirate: un ramo che rimane al sole, un ramo che resta perennemente sotto la neve e il vento, un ramo che riceve poca acqua per vivere perché è “disturbato” da fattori esterni …tutti mirano alla stessa cosa (la creazione del frutto/della vita) trovando soluzioni differenti (soluzioni adeguate al loro stato “energetico/vitale” iniziale e al loro habitat circostante), sono tutti figli di uno stesso tronco con le stesse radici ma prendono strade diverse sempre però mirando al “frutto perfetto”.
Per entrare davvero nel mondo delle arti interne ed imparare ad usarle senza doversi avvalere di un allenamento “cardio-fitness all’occidentale” è necessario imparare benissimo ad utilizzare lo “Yi” e il “Qi” per mutare la struttura e l’intero essere: senza QiGong non esiste arte interna, senza QiGong i principi e le “mosse” dell’arte interna sono praticamente impossibili da applicare nella vita reale (e in combattimento). Se non hai lo “Yi” la forza la puoi conoscere solo attraverso l’allenamento muscolare da palestra o usare i movimenti dell arte interna come ginnastica dolce…se la struttura e i movimenti non sono dettati dal corretto utilizzo dello “Yi” è tutto inutile. Ancora una volta non è la quantità dei movimenti che hai studiato che fa la differenza (più movimenti conosci e meglio è) e nemmeno il tempo passato a fare allenamento ai pesi ma invece è la qualità dei movimenti interni (meglio pochi e fatti “bene/pieni” che tanti fatti “vuoti/male” e senza consapevolezza), non è la mossa e l’ “estetica del movimento esterno” che trasforma un praticante in un “guerriero di luce” (un combattente che non combatte per il piacere di combattere ma combatte contro il male e per la verità e l’onestà) ma la comprensione dei principi energetici della “macchina biologica” e lo studio della sensibilità atta per sviluppare lo “Yi” e la “forza” di spirito. La pratica interna di QiGong di questo lignaggio di Wing Chun viene integrata nel programma B.Y.T.C. della mia scuola in quanto seppur in fase di formazione, vengo già riconosciuto loro discendente.
Le diramazioni delle “arti interne” fanno tutte parte del grade albero le cui radici prendo forza dagli esercizi di YanShenGong, tutto nasce e finisce col QiGong. Come anche nell’YiQuan è il movimento interno dello “YI” e del “Qi” che modella la forma della struttura esterna. Il Wing Chun di Shaolin ha un QiGong chiamato NeiJing che apre soprattutto i meridiani dei “cinque elementi” in modo da far diventare le mani leggere come nuvole …e in grado di fulminare l’avversario con degli improvvisi Fali simili a quelli del TaiJi.

SHAOLIN WING CHUN

Le mani sono molto veloci e impercettibili ma non esistono i classici pugni a catena visti e rivisti nel Wing Chun di HK (quello di IpMan) o in alcuni Wing Chun del FoShan. Come anche per l’YiQuan e il XinShen, anche nel Wing Chun “interno” la tecnica nasce da un principio di “Yi” che modella il “Qi” e quindi lo “Xing”(forma), bisogna cambiare atteggiamento fisico e quindi mentale per entrare nel mondo delle “arti interne”, bisogna avere un “corpo trasformato” e una “mente trasformata” per reagire in modo diverso ai “problemi” della realtà circostante. Ciò che differenzia questo stile dall’YiQuan è il modo di usare il DanTian inferiore e il DanTian medio sull’asse centrale e quindi sul “canale governatore” ma il modo di lavorare sullo “Yi”, sul “Qi” sullo Shen, sul Jin, sul FaLi e il modo per allenare la sensibilità tattile è pressoché identico. Il lavoro di mani e braccia è simile e poco differente solo in alcuni principi fondamentali che nascono grazie all’allenamento del NeiJing di questo WingChun e la pienezza di Yin e Yang è spesso usata in modo differente da quella dell’YiQuan, i Fali cambiano di poco in base all’assetto della struttura sulla linea centrale ma più o meno si tratta della stessa cosa: in cinese si dice che queste due arti sono “XiangTongde” (ovvero hanno moltissimi punti in comune) perché la comprensione dell’applicazione marziale delle leggi del Tao è molto simile. Nello scontro marziale bisognerà sapersi adattare immediatamente ai movimenti, alla forza e al modo di combattere dell’avversario (l’aggressore). Come tutte le arti marziale le braccia devono diventare due antenne che percepiscono e assecondano i movimenti (soprattutto intenzionali) dell’avversario: quando ancora non si è mosso dobbiamo già aver bloccato la sua intenzione di movimento. Nelle arti interne si dice impara il “MuoXin” attraverso il “TuiShou”: ovvero bisogna imparare a toccare il cuore dell’avversario per comprendere le sue idee (e movimenti) durante il “push hand” per imparare a coltivare un certo “sesto senso” che sarà utile soprattutto al “SanShou” (combattimento libero). A noi non interessa la storia dell’arte (un buon critico d’arte è sicuramente un conoscitore di storia dell’arte ma non è detto che sia un buon artista) ma interessa diventare artisti geniali dell’arte interna cinese e per diventare grandi artisti, abbiamo bisogno non solo di una buona tecnica ma anche di un buon carisma e ciò che può renderci capaci di sviluppare le nostre doti personali al meglio è ancora una volta il Qi Gong YangShenGong: non esiste marzialista (di arti interne) che non allena lo “Spirito”.

Dopo aver studiato il Wing Chun (la “piccola idea”) come modello di ShiLi (anche nel Wing Chun è l’intenzione cosciente a creare il movimento e quindi bisogna conoscere perfettamente il “lavoro interno” dello ShiLi specifico per fare un “buona pratica”), si inizia a studiare i principi di “chiusura di strada” e “chiusura di accesso” (denominati “cancelli/barriere”: dalle quali il “nemico” non potrà mai oltrepassare la soglia) a protezione della propria linea centrale, cioè la protezione dagli attacchi esterni e gestione della pressione degli attacchi sulle braccia, la linea centrale e le linee di azione in generale sono differenti da tutti gli altri Wing Chun che avevo visto prima, le braccia intercettano, toccano, si “appiccicano” e si muovono come le nuvole nel cielo con l’aria, come serpenti che entrano nella guardia dell’aggressore senza che questo se ne rendi minimamente conto (anche il Wing Chun dell’amico e maestro WangZhiPeng è molto interessante ed efficace ma mai lo avevo studiato perché lontano dalla pratica dello YiQuan, mia specialità, invece questo lignaggio di WingChun di Shaolin rispecchia i principi delle “arti interne” da me prima studiate e quindi rientra nei miei interessi): bisogna risvegliare l’intelligenza di ogni poro della pelle affinché non sia più la testa a comanda le braccia ma le braccia che si comandano da sole con un “intelligenza propria”(una viva pienezza connessa ovviamente col DanTian) in modo da poter gestire le pressioni e le energie ricevute dall’“avversario” col minimo sforzo e il massimo rendimento grazie anche alla gestione degli “assi” del proprio corpo (nel Wing Chun è fondamentale lo studio sugli angoli d’entrata e uscita). Oltre all’energia a molla (e del “Zhentili”) incamerata dal contatto con l’aggressore, nei colpi scaricheremo anche tutta la forza “Fali” e “KongZheLi” che abbiamo a disposizione attraverso le dodici azioni semplici: dap-fondere due “ponti”; jeet-intercettare; chum-cedere; biu-infrangere; chi-attaccarsi; mo-toccare e sentire; tong-premere (col corpo attraverso le braccia); dong-oscillare; tun-impossessarsi; chit-tagliare a fette; tao-muoversi “furtivamente”; lao-lasciar passare. Nei livelli avanzati il “JiChu” delle “dodici azioni” si andrà a dimenticare per dar vita allo “XinFa” (come anche nell’YiQuan si andrà ad allenare la fusione del Cuore/Spirito, dell’intenzione e del Qi). Anche in questo tipo di Wing Chun, i livelli medio avanzati sono un completo allenamento di NeiJiaGong e non più uno studio di tecnica o strategia; esattamente come accade anche in qualsiasi altra arte interna. Le particolari posizioni delle mani e i movimenti che si eseguono durante la “forma” (in mandarino chiamata “xiao nian tou”), servono anche da “lavoro sui meridiani” e da “pulizia dell’aurea”. Non esistono solamente i “pugni a catena” nel Wing Chun ma anche altre innumerevoli “mosse” molto simili a quelle del TaiJi XinShen; la “forma” “xiao nian tou” del Wing Chun è come se fosse il “bozzolo di seta” del TaiJiQuan..è estremamente fondamentale per il corretto sblocco dei meridiani e la riuscita quindi dell’azione marziale. Si studia maggiormente il principio della “linea centrale”, dell’attacco perpetuo, della forza a molla, dei cancelli e blocchi di frontiera (barriere nelle quali l’avversario avrà difficoltà ad entrare), del gomito “nascosto” (e altre parti del corpo) che sempre è pronto a “partire”, dell’intercettare e accorciare la distanza, del Fali (colpo esplosivo e definitivo), delle dita che perforano, dei punti vitali, delle leve, dei calci nascosti, del “triangolo”, dei passi del serpente, delle braccia come nuvole ecc. ecc.
Nel nostro Wing Chun non abbiamo molti “pugni a catena” ma soprattutto “colpi” che come succede nell’YiQuan e in altre arti interne, arrivano esplosivamente e devastano l’avversario. Le braccia ci sono ma non si percepiscono, il corpo è “rilassato e molle” ma allo stesso tempo “pesante e fulmineo”. Il Wing Chun (in mandarino YongChung) significa “eterna primavera” anche per l’eccellente QiGong che si nasconde nel suo interno, che consente al praticante di rimanere vivace e scattante anche in tarda età (si dice che la pratica rallenti l’invecchiamento e aumenti il “Qi” Vitale).

Cosa c’entra lo ZEN con il TAO?
A gran sorpresa scopro che anche lo stile interno di Shaolin è molto simile allo YiQuan del grande maestro WangXiangZhai e quindi la pratica della scuola del Tao non è cosi differente da quella legata allo Zen, cambiano solamente alcuni dettagli sugli angoli d’entrata durane la pratica del “push hand” (e del combattimento) e alcune strategie di difesa e attacco ma in sostanza la struttura e quindi il QiGong di base (che crea quel tipo di forza) è praticamente lo stesso (ovvio la spina dorsale e le braccia si muovono diversamente ma il principio è praticamente identico/tutte e due gli stile trascendono il “JiChu” per dar vita al “XinFa”). Anche nelle arti interne di Shaolin si parla di ZhanZhuang, Shili e Fali (come nello YiQuan e TaiJi XinShen) e il modo per creare e allenare queste tecniche è molto simile a quello dello YiQuan ereditato dal grande maestro WangXiangZhai di BeiJing. La “Xiao Nian Tou” del Wing Chun di ShaoLin come concetto è praticamente identico al quinto livello Shili dell’YiQuan insegnatomi dalla figlia del GM WangXangZhai (master WangYuFang). Lo ShaoLin lavora anche sui mudra (posizioni delle dita che modificano la circolazione del Qi nei meridiani: ovviamente il Qi deve scorrere fluido nei meridiani affinché il mudra abbia effetto altrimenti servirà a ben poco e quindi il primo livello è comunque il ZhuanZhuang) e su esercizi per la “pulizia” dell’aurea ma la sostanza è simile a quella delle altre “arti marziali interne” di origine taoista: è sempre lo “Yi” che gestisce il movimento del “corpo fisico” per risvegliare un tipo di Qi atto alla “ricostruzione” del “Shen” e la creazione del “ZhenTi Fali”. Il nome ShaolIn è conosciuto in tutto il mondo e porta alla memoria i famosi monaci guerrieri della filosofia Zen (in realtà i monaci Shaolin appartengono al buddismo Chan ma lo chiamiamo Zen per facilitare la comprensione di chi non conosce i fatti storici; in sostanza lo Zen è quello arrivato per primo a noi in occidente ed è arrivato dai giapponesi i quali hanno modificato di poco il Chan cinese trasformandolo appunto in Zen) visti soprattutto nei film di arti marziali e nelle esibizioni coreografiche, sebbene molti dei monaci che oggi troviamo anche in Cina non sono veri monaci amanti del silenzio contemplativo e della “scienza dell’essere” ma sono “solamente” esperti di WuShu (ginnastica marziale allenata soprattutto per fini spettacolari e show business) e “acrobati circensi” che saltano su e giù per i monti con capriole sbalorditive e calci volanti per esibire le loro doti “atletiche” e guadagnare qualche moneta …sebbene questi personaggi (che comunque sono e rimangono grandi atleti e grandi praticanti di WaiJiaGong) abbiano “rovinato” (si fa per dire perché in realtà hanno reso commerciale e comprensibile alla massa un “prodotto” altrimenti difficile da “vendere” e diffondere) il nome dei veri monaci Shaolin (alcuni hanno vere e proprie “aziende” che fatturano un mucchio di soldi con queste “esibizioni” e hanno distrutto anche involontariamente l’immagine del “vero monaco” che invece è ritirato e lontano da tutto ciò; soprattutto nello scandalo del 2014 anche altre associazioni buddiste e il governo iniziano a fare controlli severi per verificare che molti degli Shaolin conosciuti all estero non abusino di questa loro popolarità per intraprendere iniziative lontane dalla vera vita e filosofia Chan – tutto dopo lo scandalo che alcuni abati avevano mogli e beni all’estero), il vero Shaolin (legato alla filosofia antica e non alla tecnologia e al capitalismo) esiste ancora e dev essere ricercato con cura! Ma per un occidentale comprendere la vita di un “vero monaco” è ancora abbastanza complicato perché c’ è un “buonismo cristiano” e una tendenza “new age” di fondo, che fanno si che l’occidentale abbia una comprensione distorta di chi dedica la vita alle “discipline interne” (al NeiJia Gong e al NeiJia Quan). La Cina è come una matriosca che nasconde mille verità dietro mille facce (che rappresentano solo l’apparenza delle cose); noi occidentali è come se vedessimo solamente l’ombra delle realtà e cercassimo di comprendere i praticanti taoisti per come possiamo decifrare le ombre che vediamo attraverso la nostra conoscenza …ma siccome la nostra conoscenza della realtà è molto distante dalla loro conoscenza delle cose, siamo solo convinti di aver compreso un idea che purtroppo è ancora molto più distante di quanto possiamo solamente immaginare, abbiamo una comprensione molto “new age” e semplicistica del NeiJia Gong e certamente internet (i veri monaci e maestri non insegnano per soldi e quindi non hanno siti che pubblicizzano i loro corsi), youtube (i veri monaci e maestri tradizionali non sanno nemmeno cos è un pc) e il capitalismo con la sua “commercializzazione della tradizione antica cinese” non aiuta di certo alla ricerca di verità che hanno molti praticanti di “arti interni”. Io sono in Cina da quando avevo poco più di 18 anni e parlo perfettamente il cinese e dopo decenni di ricerche, mi accorgo sempre più di quanto ci siano “segreti” sempre più “segreti” e nascosti da “segreti” ancora da scoprire. Queste sono tecniche importantissime per la comprensione di chi siamo e cosa facciamo qui in questo piccolo universo e non le si può comprendere a meno che non si dimostri di aver compreso prima le tecniche precedentemente studiate (si sale la montagna gradino per gradino e si sperimenta con la pratica per aumentare la propria conoscenza e non solo quindi leggendo libri o ascoltando esperienze di altri, la vita bisogna viverla sulla propria pelle e quindi è col QiGong che si ha la saggezza e non leggendo libri scritti da “saggi”, bisogna fare esperienza con QiGong per conoscere meglio noi stessi e chi e cosa ci sta attorno) con un maestro “arrivato” che decida davvero di insegnarti (di prenderti come discepolo e all’interno della sua famiglia). In Cina non si imparano queste discipline solo con i soldi ma soprattutto con il “YuanFen” e con la buona attitudine e tanta volontà di entrare in un “mondo sconosciuto” senza ego e preconcetti.

LE VERITÀ NASCOSTE

Siccome i “finti monaci” (quelli che fanno kungfu coreografico per attirare a sé applausi e denaro) sono moltissimi (e quasi ovunque sparsi nel mondo con super palestre ad organizzare super eventi), tanti appassionati del settore (quelli che cercano la tradizione e la ricerca spirituale più che l’ “apparire”) pensano che i “veri monaci” non esistano più (e delusi cambiano “sport” o disciplina) …tanti altri pensano che se lo Shaolin è solo “arte esterna” ci calci e pugni tanto vale andare a praticare mma, altri invece visto che pensano (ma non è vero) che lo ShaoLin non abbia la parte di “coltivazione spirituale” (perché ingannati dai mille TaoLu e le mille capriole con salto che vedono fare da alcuni monaci) allora passano allo yoga o alla meditazione occidentale ma tutti sbagliano di grosso perché i “veri monaci” esistono ancora, ovvio che non hanno siti internet come noi in occidente perché fanno una reale vita monastica e quindi non è facile incontrarli (vivono di poco e in contatto diretto con la natura come anche i monaci buddisti che mi hanno concesso di utilizzare il loro tempio per ritiri miei e dei miei allievi, questi monaci non si trovano semplicemente pagando ma invece avendo conoscenze e coltivando seriamente un rapporto di anno in anno), non li si può trovare sul web (non hanno siti che cercano di attirare migliaia di possibili clienti, qualcosa sul web si potrebbe anche trovare ma la vera realtà, come in qualsiasi settore, la si scova facendo una vita direttamente a contatto con loro giorno per giorno, istaurando una reale amicizia) e quindi per il mondo sono come inesistenti (questo vale anche per i monaci taoisti del XinShen che mi hanno insegnato il loro TaiJiQuan e tutti i praticanti che fanno una vita tradizionale non legata al denaro e alla tecnologia moderna) ..il “monaco vero” lavora su se stesso e sul mondo …anche su di te (anche se non ne sei consapevole) perché il suo cambio di consapevolezza si diffonde nel cosmo “prendendo (e influenzando) ogni cosa”…non si fa bello davanti a youtube e non cerca i tuoi soldi ma “solamente” ricerca il contatto col Tao per uscire dalla “Matrix” (“illuminandosi”). In questi mesi sono stato a Shaolin ed ho compreso tutta la loro burocrazia interna, i vari settori e le mille regole ed è davvero un vero caos se si entra nell’ottica di tutti i vari lignaggi e templi affiliati, un caos per noi occidentali che però è un sistema perfetto per mantenere in piedi un intero lignaggio, un intera filosofia (la Chan) un intero modo di vedere e affrontare la vita.

La realtà Shaolin è davvero complessa, ci sono i monaci che hanno fatto voto, quelli che entrano ed escono dal tempio, quelli che collaborano col tempio ed usano il nome Shaolin per guadagnare soldi da poi reinvestire nel tempio stesso (cioè quelli che investono e finanziano su ShaoLin, fanno donazione e aiutano i monaci che gli permettono di usare il loro nome per fare un po di soldi anche per loro), quelli che lavorano insegnando WuShu in templi ricostruiti per i migliaia di visitatori che arrivano ogni mese, quelli che girano il mondo facendo esibizioni coreografiche, quelli che portano avanti la filosofia Zen nel mondo, quelli che si spaccano le lance sul collo per mostrare il loro potere, quelli che insegnano agli stranieri il tongzigong sebbene il tongzigong è un QiGong che in Cina fanno i “vergini” per aprire i legamenti e i meridiani prima del cambio ormonale che rende ragazzi i bambini, quelli che millantano e raccontano che riescono a creare bolle di fuoco invisibili che scagliano l’avversario a chilometri di distanza, quelli esperti in calligrafia che mettono il loro Qi negli ideogrammi scritti per dare fortuna e longevità al compratore del dipinto ecc. ecc. c’è di tutto e questo tutto è indispensabile per chiudere un cerchio perfetto, un mondo dove tutti si aiutano e si rispettano a vicenda sia che stiano insegnando verità che sciocchezze. Ovviamente ogni monaco che non ha ancora raggiunto il potere di vivere a contatto con la natura e non riesce quindi a nutrirsi di solo natura (del Qi circostante ed esterno) ha bisogno di sostenimento e soldi per comprare da mangiare (a meno che non sappia coltivare-i monaci buddisti che mi hanno lasciato in concessione il loro tempio per esempio hanno l orto); distinguere il vero dal falso è un grande dilemma in un caos primordiale e solo vivendo in Cina e parlando il cinese perfettamente forse si potrebbe provare a cercare di fare un po di chiarezza sulla società e sul marketing che si è costruito attorno alla zona di ShaoLin, altrimenti si cerca di prendere ciò che si crede di aver bisogno e basta, senza troppe domande, tanto ciò che sentiamo giusto per noi spesso è giusto davvero: ovviamente la chiarezza la si può fare per una comprensione personale dell’evoluzione dei monaci e non per causa di stato e giudizio, loro è giusto che facciano ciò che ritengono opportuno e noi non siamo nessuno per giudicare anche perché per giudicare dovremmo sapere bene i fatti ed è molto difficile e presuntuoso pensare che potremmo mai arrivare a comprendere la reale evoluzione di un tipo di mentalità (la filosofia crea un modo di vedere le cose e quindi un modo di pensare e quindi un modo di agire e quindi un comportamento con una mentalità che crea con altri simili una “società”).

E facile giudicare da lontano ma spesso ciò che sembra caos e finzione è solo un modo per nascondere la verità o finanziare la verità di pochi …teniamo conto che in Asia la popolazione è molto più alta della nostra europea e se nel nostro paese c’è chi si lamenta della Chiesa dicendo che non paga l’IMU e che conosce una verità “suprema” e che questa verità suprema è diversa dalla “verità” che predica il prete alla massa (che insegna al popolo la retta via) possiamo comprendere bene che anche altre religioni o filosofie possono fare lo stesso giochetto per nascondere, controllare e dominare sugli altri …tutto il mondo è paese e anche in casa nostra (in Italia) abbiamo esempi di gestione politica che vengono criticati (spesso sul web) ..ma anche in politica i siti ufficiali non è detto che raccontino le cose come stanno, a volte si racconta solo ciò che si vuole che la gente creda. In Italia spesso si criticano i politici perché si dice che non dicano la verità sui fatti, altre “guide”dicono alla massa una cosa mentre loro ne fanno un’altra opposta ecc ecc…quindi se davvero fosse cosi qui a “casa nostra”…perché non dovrebbe essere cosi anche lontano da noi, per un altra filosofia e o per un altra religione ? Le “Logge Segrete” ci sono sempre state ovunque…e non possiamo giudicare per due cose che vediamo (ci vogliono far vedere) su youtube o durante uno spettacolo “acrobatico”, dobbiamo ragionare con la nostra testa e pensare che queste sono tutte filosofie di vita e non sport marziali o wushu da competizione, dobbiamo guardare questo mondo con un po di cultura asiatica altrimenti finiremo nella “new age” ! e basta !
Non dico che tutti gli ShaoLin siano acrobati ma dico solo che alcuni dei membri iscritti alla “federazione” lo sono e che questi hanno influenzato un po la massa (soprattutto gli stranieri), poi la storia del monastero ShaoLin è molto complessa e i lignaggi, i QiGong e gli stili di KungFu di ShaoLin tutt’ora sono tantissimi: esistono gli “stili esterni” (col condizionamento “esterno”e un uso primario della muscolatura “esterna”) e quelli “interni” (per esempio come esiste il WingChun di ShaoLin esiste anche il TaiJiQuan di ShaoLin, stili che mirano fin dall’inizio al rilassamento FangSong e allo sviluppo dello YiNian cercando di evitare le tensioni muscolari)..ShaoLin all epoca era come un circolo di ricerca e sviluppo delle arti interne e tutto ciò che ShaoLin riteneva interessante lo prendeva e lo rendeva “suo” (per questo c è il TaiJiQuan di ShaoLin che è diverso dal TaiJiQuan del WuDan e diverso anche dal TaiJiQuan di ChenJiaGou, lo XinYi di ShaoLin, il BaJiQuan di ShaoLin, il BaGua di Shaolin ecc ecc) storicamente ShaoLin prendeva e modellava ciò che riteneva interessante.

I KungFu (stili marziali) di ShaoLin (anche quelli chiamati “esterni”) sono molto potenti, quello che sopra si voleva puntualizzare è che a ShaoLin ci sono KungFu (sia “interni” che “esterni”) e WuShu (che invece sono “ginnastica marziale” legata alla competizione e allo show), non tutti sanno quindi che tra il WuShu di ShaoLin e il KungFu (anche “esterno”) di ShaoLin c è una differenza abissale e spesso (non sempre) quello che si vede in tv è WuShu e non KungFu.
Il Wing Chun credo che sia stato incompreso per anni perché un tempo era insegnato dalle donne alle donne e le donne dell’epoca non potevano nemmeno incrociare lo sguardo con gli uomini figuriamoci incrociale le braccia (ChiSao o TuiShou); che il WingChun fosse stato inventato da donne non lo raccontava solo il maestro IpMan (YeWen in mandarino) ma lo raccontano tutt ora molti maestri del FoShan come ad esempio anche il Sifu Liang, ovvio che però come succede nel TaijiQuan dove non possiamo dire con certezza che sia stato davvero ideato dal folle e genio mistico ZhangSanFeng anche nel Wing Chun non possiamo dire con certezza che sia stato ideato da delle donne perché non ci sono dati o reperti storici ufficiali ma “solo” i passa parola da maestro in maestro.

Gli ShaoLin di alto “rango” (il buddismo Chan è piramidale e molti monaci hanno cariche differenti) rimangono comunque dei saggi che “la sanno lunga” su molti aspetti della società (e realtà visibile ed invisibile), sanno bene come muoversi all’interno della società perché coltivano la vita in tutti i suoi aspetti, non rinnegano il “materiale” ma anzi lo usano per avere tornaconti personali e poter “spendere più tempo” per l’”immateriale”(comunque sia anche il buddismo Chan aspira all’“illuminazione”) Nella maggior parte degli stili di ShaoLin lo Yin e lo Yang non sono allenati insieme come nelle pratiche taoiste ma comunque sia vengono allenate lo stesso entrambe in tutti i più svariati aspetti (anche se quando ne alleni una non alleni l’altra, come nel taoismo dove invece si cercano di allenare simultaneamente).
Molti dei monaci oltre che al Kungfu sono anche esperti di antropologia, psicologia e storia (la storia insegna il giusto modo di comportarsi, prendendo esempio da ciò che è successo in passato agli altri, per non ripetere sempre gli stessi errori, il passa parola di padre in figlio padre in figlio può sicuramente giovare alle nuove generazioni), il maestro ShiDeLi per esempio è un grande storico ed esperto non solo di pratica del QiGong ma anche di teoria e storia. A ShaoLin non tutti si allenano nel WuShu coreografico e alla ginnastica marziale (molto adatta ai ragazzi più giovani per sciogliere e allungare i muscoli) ma strano a crederlo, esistono anche i veri praticanti dei più alti livelli di “arte esterna” (quella che parte dal condizionamento osseo e muscolare) e “arte interna” (quella che parte dallo sviluppo dello YiNian) ma questo tipo di disciplina (a differenza di quelle più acrobatiche) non solo è più difficile da “praticare” (per migliorare se stessi) e “vendere” (per creare del profitto insegnandola ad altri appassionati) ma non è nemmeno mai in “saldo” al “mercato” (non la si vede spesso in giro e bisogna quindi scovarla con lunghe ricerche personali, una volta imparate le posizioni base, ci vogliono anni di duro lavoro per metabolizzarle; sarà difficile da “vendere” alla massa un sistema del genere perché la massa vuole risultati immediati e spesso si accontenta dello “show” esibizionistico e non della reale efficacia di quest’arte, solitamente la massa non vuole davvero “saper fare” ma vuole invece “credere di saper fare”, vuole allenarsi poco credendo di aver ottenuto un grande cambiamento e marzialmente vuole risultati subito, vuole vedere che ciò che ha imparato è da subito utile anche marzialmente). Quindi sia la seria/reale arte “esterna” che anche quella “interna” sono davvero difficile da allenare e capire in poco tempo, solitamente ci vogliono anni, queste discipline fanno parte di una cultura, una filosofia che è distante dal nostro (occidentale) modo di vedere e affrontare la realtà e quindi ovvio che ci vuole tempo per comprendere la pratica perché non è un discorso di calci e pugni. Il maestro ShiDeLi per esempio è un ottimo divulgatore ed è capace di far capire anche a chi è ad un livello di conoscenza base il perché è cosi importante allenare lo YiNian e le pratiche di QiGong, non tutti i praticanti di alto livello sono anche bravi maestri ma ShiDeLi da anni lotta per divulgare queste discipline non solo all estero ma anche nella stessa Cina.

Il prosciutto di Parma migliore probabilmente rimane a Parma, quello buono forse se lo tengono loro e non mandano il meglio in Russia o Tailandia… nei templi non esistono le fughe di cervelli (nel senso che per capire il sistema ShaoLin ho cercato di stare con gli ShaoLin come per capire lo YiQuan ho cercato di stare il più possibile a contatto con i discendenti diretti di WangXiangZhai e i discendenti di BaoJingJia, WangYuFang e YaoZongXun) e anche se credo che lo YiQuan sia lo “stile interno” più potente in assoluto, sono comunque interessato a comprendere i principi della vera “arte interna” di ShaoLin per capirne con esattezza le differenze della “conoscenza alchemica” che si è sviluppata all’esterno del tempio. Quindi per capire come lo stile interno si sia evoluto dentro le mura del tempio di Shaolin non posso fare altro che studiare e confrontarmi con ShiDeLi (esperto anche di storia e non solo di WingChun, YiJingJing e BaDuanJing), il maestro Liang (maestro di WingChun che collabora con ShaoLin) e gli altri monaci amici e allievi di ShiDeLi che praticano solamente il Wing Chun di ShaoLin.

Ho provato a fare Tuishou con loro e mi piace ed incuriosisce molto il loro modo di applicare la comprensione di Yin e Yang durante lo scambio di coppia. Il monaco DeLong, sotto richiesta anche di DeLi mi ha mandato dal grande maestro Liang per studiare il Wing Chun antico e ha deciso di farmi vedere la loro forma di Shaolin per unirla alle mie conoscenze di YiQuan; attualmente sono i maestri Xu, Long e Liang che stanno finanziando le mie ricerche in Cina (anche quelle con DeLi). Questo stile è molto interessante e affine con i metodi precedentemente studiati, non hanno i famosi “pugni a catena” e nemmeno le punte dei piedi rivolte verso l’interno (durante il loro tipo di “mabu”), i loro movimenti sono degli “Shili”, che come nel “bozzolo di seta” del TaijiQuan (TaiChiChuan) tendono ad “aprire”(sbloccare e ripulire) i meridiani, sciogliere le articolazioni e creare la connessione col DanTian e la “forza piena” del “Zhenti Li”. Come nello YiQuan anche in questo tipo di WingChun il Zhenti deve unirsi al Fali per avere una maggiore efficacia.